Una stima di circa 5 miliardi di pil e 4 miliardi di spesa in meno, nonché 13 mila imprese e oltre 50 mila posti di lavoro tra autonomi e dipendenti a rischio. È il salatissimo conto di un anno di pandemia in Liguria, in base a quanto emerge dal dossier Le imprese nella pandemia: marzo 2020 – marzo 2021, predisposto da Confesercenti nazionale per fare il punto sull’impatto della crisi generata dal Covid-19 sul sistema economico del Paese, a un anno di distanza dal primo lockdown.

In Italia si parla di 450 mila imprese e 2 milioni di posti di lavoro a rischio.

«Ovviamente le perdite sono da attribuirsi, in primo luogo, alle restrizioni per le attività e per il movimento delle persone finalizzate a contenere la diffusione del virus – commenta Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria – considerando solo i pubblici esercizi di Genova, senza conteggiare le ordinanze comunali, ci sono state chiusure per 119 giorni, che è poi la media del settore in Italia».

Una situazione aggravata dall’eccesso di “pandeburocrazia” creata per fronteggiare l’emergenza: sono oltre mille gli atti e i provvedimenti nazionali e di carattere periferico emanati per contrastare la diffusione del Covid-19 e arginarne gli effetti sanitari ed economici. Una mole di disposizioni che ha generato ritardi e confusione.

Gli aiuti diretti alle imprese, inoltre, per Confesercenti si sono rivelati gravemente insufficienti: i contributi a fondo perduto ammontano in totale a poco più di 10 miliardi di euro, insufficienti a coprire le perdite sostenute dal tessuto produttivo.

«L’eventuale ripresa dipenderà in primis dalla normalizzazione della spesa delle famiglie e dall’entità delle future restrizioni alle imprese. Fondamentale, quindi, sarà l’esito della campagna vaccinale su cui è evidente la necessità di accelerare. Solo commercio, alberghi e ristorazione hanno perso 65 miliardi di valore aggiunto a livello nazionale, quasi 1,9 quelli mancati in Liguria. Le nostre attività economiche sono ormai al limite e bisognose di una terapia intensiva. Il governo si appresta a varare il dl Sostegni, atteso con ansia dalle imprese, ma la bozza attualmente circolante, se confermata, rappresenterebbe una beffa per molte imprese. Sebbene sia positivo il superamento del codice Ateco come criterio di selezione delle imprese, troviamo inaccettabile il colpo di spugna sulle perdite subite dalle imprese nel 2020 e mai ristorate. Chiediamo che si corregga la linea: ci sono migliaia di imprese in attesa anche in Liguria».

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