La Uiltec della Liguria sostiene economia e welfare del mare in salsa green. Enel, Snam, Saras, Sanlorenzo, Tirreno Power, Fincantieri e altre imprese di eccellenza come Eni, Esso, Carmagnani, Superba e Iren non potranno fare a meno di attraversare il “Miglio blu” della Liguria.

In una nota firmata da Salvatore Balestrino, la Uiltec Liguria lancia una sfida: «Un progetto che riguarda la buona economia del mare, un disegno a mano libera, senza ideologismi, che va esteso in tutta la Liguria, partendo da Sarzana per arrivare a Ventimiglia. Chi è pronto al confronto al nostro tavolo?»

Da oltre quattordici anni la Uiltec afferma di pensare che la crescita dell’economia debba occuparsi anche degli effetti collaterali sul territorio.

Salvatore Balestrino

«La salute di ognuno di noi è importante – afferma Balestrino – quindi occorre coerenza per salvaguardare ambiente e salute, da coniugare con tecnologia e sviluppo, utilizzando minori quantità di materie prime fossili. La Uiltec incominciò a parlarne nel lontano 2007 al convegno “Energia Ambiente” a Portovenere, insieme al compianto segretario generale della Uil spezzina Walter Andreetti, grande sostenitore delle riconversioni green. A oggi, dopo quasi due decenni, il nostro sindacato continua a voler portare avanti il progetto con il segretario generale Uil Liguria Mario Ghini».

L’importanza della partecipazione del sindacato alle scelte di riconversione, che dovranno avvenire nell’immediato, dovrà rappresentare garanzia di approfondimento in termini di salute e sicurezza e nuovo sviluppo.

«Quale modello di sviluppo vogliamo dare al nostro territorio e quale eredità vogliamo lasciare alle generazioni future? Per fare ciò occorre visione ed impegno da parte di imprenditori, politica e parti sociali, un impegno che sia in grado di coniugare istruzione, tecnologia e turismo insieme con il mare, quel litorale – tra acqua e natura – che è stato fonte di ispirazione per le persone che hanno vissuto in questa lunga striscia di terra».

Per Balestrino occorre fare appello all’industria 4.0 a 360 gradi, dal rinnovamento dei corsi universitari alla ricerca delle tecnologie innovative, dalla mobilità elettrica terrestre e da diporto, alla creazione e produzione di nuovi prototipi, dallo sviluppo della tecnologia ad idrogeno all’applicazione capillare del rinnovabile, dal turismo sostenibile alla riscoperta e alla rivalutazione del territorio.

«Con questo spirito intendiamo percorrere il nostro “miglio blu” accanto a compagni di viaggio che, necessariamente, dovranno impegnarsi per lasciare un territorio in crescita tra sviluppo e buone pratiche di economia. Per tendere a benessere sociale e crescita economica del territorio, occorre far sedere intorno a un tavolo gli attori principali di politica, istituzioni e imprenditoria. Viviamo in una regione affacciata sul mare, siamo una terra di navigatori, poeti e artigiani, siamo eccellenza nel campo della nautica da diporto. Tuttavia senza un’industria solida  che tenga insieme territorio e ambiente, la nostra economia non potrà stare in piedi».

 

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