Botta e risposta sul bando “Abilità al plurale“, del valore di 15 milioni, tra il consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti e l’assessore alla Formazione e Terzo Settore Ilaria Cavo.

Rossetti accusava l’assessore di non aver ancora dato nessuna risposta alle reti, costituite da associazioni di volontariato, cooperative sociali, società sportive, imprese culturali, amministrazioni locali, enti di formazione professionale, che avevano presentato 82 progetti nel dicembre 2019 a seguito del bando Abilità al Plurale.
«Un ritardo clamoroso – afferma Rossetti – dopo 14 mesi siamo ancora senza graduatoria, e atteggiamento scandaloso dell’amministrazione visto che a causa covid le organizzazioni no profit interessate sono disperate per mancanza di soldi, giovani e utenti spesso abbandonati a sé stessi e la Regione si tiene in pancia, ma perché?»

L’iniziativa voleva dare continuità alla precedente attivata dalla giunta regionale nel 2016 dal titolo ‘Abilità al plurale’ per avviare un processo di integrazione socio-lavorativa, destinata a fasce della popolazione considerate tradizionalmente “deboli”; nel contesto storico di oggi l’esito del bando darebbe ristoro e sostegno concreto a chi opera nel settore e ai soggetti fragili a cui lo stesso è destinato.

«Quella del consigliere Rossetti – replica Cavo – è l’ennesima interrogazione a uso stampa che non tiene conto della realtà, né gli interessa».

Queste le motivazioni dei ritardi: una commissione di valutazione dei progetti non si è potuta riunire in presenza durante la prima ondata del Covid e il conseguente lockdown (le domande erano state depositate in cartaceo prima del Covid, il numero dei commissari era tale da non potersi riunire, è stato necessario sostituire un membro della commissione).

«Proprio per questo – aggiunge Cavo – a partire dai primi giorni di settembre, gli uffici della commissione hanno lavorato, ventre a terra, per proseguire l’esame dei numerosi progetti presentati, unendo alla rapidità anche la necessaria precisione. È vero, io mi ero impegnata affinché entro la fine di gennaio la valutazione fosse conclusa, e in effetti è conclusa. È stata chiusa il 30 gennaio, come da impegni presi. Bastava che Rossetti aspettasse la nostra risposta in aula e avrebbe evitato uno scivolone su temi così delicati e che il rispetto lo meritano eccome, da parte di tutti. Il direttore generale del dipartimento mi ha comunicato che il decreto verrà emanato entro questa settimana».

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