«Sul fatto che alla Liguria servano infrastrutture siamo tutti d’accordo. Ma il Recovery Plan non è il piano europeo delle Infrastrutture. È un investimento straordinario che chiede al nostro Paese di fare un salto e gettare le basi per progettare lo sviluppo del futuro». Così la Cgil Liguria commenta il post Facebook del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sul Recovery Plan.

Per poter ottenere i soldi bisogna presentare progetti che prevedano l’incremento della digitalizzazione anche nella produzione e la transizione verso produzioni ambientalmente compatibili. L’obiettivo è quello, per noi fondamentale, di creare lavoro di qualità, stabile, proteggere il reddito delle persone favorendone l’inclusione sociale ed il benessere.

«Fare “l’elenco della spesa” sulle infrastrutture necessarie alla nostra Regione è utile alla memoria, ma rischia di portarci solo a sprecare una grande occasione – afferma la segretaria regionale Fulvia Veirana – anche citare continuamente il “Modello Genova” è una boutade. La ricostruzione del ponte ex Morandi è stato un unicum legato ad una tragedia immane e per la quale erano a disposizione una quantità di risorse quasi illimitata. Andranno individuate procedure semplificate per velocizzare la “messa a terra” degli investimenti, ma le parole d’ordine sono legate alla tutela di lavoratrici e lavoratori, alla partecipazione del sindacato al dibattito, e allo sviluppo socialmente sostenibile dell’economia della nostra Regione, che in buona parte passa dalla movimentazione di merci e persone da e per i suoi tre porti. La ripresa economica non può prescindere dal rispetto delle leggi, a maggior ragione dove finalmente saranno impiegate ingenti risorse comunitarie sottoposte a un regime di ferreo controllo sul rispetto delle condizionalità».

Per la Cgil si deve aprire subito una discussione con i soggetti che si occupano di lavoro, sviluppo, impresa e ricerca intorno a un tavolo. «Ci sono enormi potenzialità da sfruttare nella nostra regione, non si butti via questa opportunità».

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