«Il settore delle costruzioni può rinascere, la Liguria ha tutte le potenzialità giuste e il governo ha due frecce potentissime al proprio arco: Recovery plan e Accordo siglato con le parti sociali». Federico Pezzoli segretario generale Fillea Cgil Genova e Liguria interviene sul futuro delle costruzioni in Liguria.

«La ripresa del settore segnalata dalle Casse edili si concretizza nelle crescita del numero degli occupati, delle ore lavorate e dei salari. Istituzioni e aziende devono saper cogliere questo segnale positivo e concentrarsi sulle strategie di sviluppo della nostra regione attraverso il consolidamento delle grandi opere già in atto e di quelle che verranno, utilizzando i fondi messi a disposizione dall’Europa e i contenuti dell’Accordo dello scorso dicembre tra governo e parti sociali».

Per il segretario degli edili della Cgil i lavori per la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi, il nodo ferroviario genovese, lo scolmatore del Bisagno sono opere strategiche per il futuro del capoluogo e per l’intera regione; a questi cantieri se ne devono obbligatoriamente aggiungere altri attraverso gli ingenti finanziamenti messi a disposizione dall’Europa attraverso il Recovery Plan: Pontremolese nello spezzino, Aurelia Bis nel ponente ligure, tunnel della Val Fontanabuona, diga foranea del Porto di Genova, opera di straordinaria importanza per il rilancio dei traffici del più grande porto del Mediterraneo e di collegamento con l’Europa, la tanto attesa Gronda con la quale anche le code di questi giorni potrebbero diventare solo uno spiacevole ricordo.

Per Pezzoli «Le grandi opere oltre allo sviluppo portano con sé lavoro che per la Cgil deve essere di qualità e nella stretta osservanza delle regole sulla sicurezza. E gli strumenti ci sono a partire dai progetti che la Liguria saprà dedicare al Recovery plan per arrivare all’Accordo ministeriale dell’11 dicembre siglato dalla Fillea Cgil nazionale insieme alle altre organizzazioni sindacali; grazie a questa intesa si potrà mettere fine al pessimo costume utilizzato spesso nella giungla dei sub appalti delle  grandi opere dove vengono impiegati pochi operai su turni che sforano di gran lunga le 8 ore».

Nell’accordo sottoscritto con il governo vengono stabilite regole a tutela della qualità dell’occupazione a partire dall’istituzione di quattro squadre di lavoro per sette giorni su sette, elemento che consente a chi lavora di farlo in maggior sicurezza e che genera ulteriori sbocchi occupazionali.

«Sono tutti ingredienti che riporteranno il settore delle costruzioni ad essere quella locomotiva capace di trascinare tutti i settori economici, produrre quel Pil da troppi anni fermo in Liguria come nel Paese e generare nuova e sana occupazione della quale le nuove generazioni, e quelle che hanno pagato i più duri prezzi sull’altare della crisi, hanno così tanto bisogno».

 

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