La riforma del Testo unico dei Consorzi di tutela, oltre alle misure relative al Covid-19, il Recovery Plan, il Patto per l’export e il G20 di settembre in Italia sono al centro dell’attenzione del Consorzio dell’Olio Dop Riviera Ligure che rilancia sulla necessità di mantenere alta la competitività delle Indicazioni Geografiche, garantire una gestione sempre più efficiente delle IG con più risorse e nuovi strumenti e riconoscere i Consorzi di Tutela come soggetti attivi nell’attuazione delle politiche di sviluppo.

Lo fa insieme a tutti i Consorzi di tutela italiani che hanno partecipato all’incontro di Origin Italia, l’associazione che rappresenta circa il 90% delle produzioni italiane a Indicazione Geografica.

Nelle prossime settimane Origin Italia avvierà un calendario di incontri con gli assessori regionali per illustrare l’Agenda 2021 in attesa che si chiuda la partita all’interno della maggioranza del Governo con la nomina del nuovo ministro dell’Agricoltura. In programma a fine primavera anche un’iniziativa sulla sostenibilità checoinvolgerà i principali stakeholder nazionali e europei.

Per Mauro Rosati, direttore di Origin Italia ” serve una partecipazione attiva di tutti i Consorzi di Tutela sui temi della riforma Green Deal UE, soprattutto per quanto riguarda i due dossier più strategici: Farm To Fork e Biodiversity”.

«È arrivato il momento di affrontare con convinzione il tema della sostenibilità a 360 gradi guardando agli aspetti ambientali oltre che sociali ed economici che caratterizzano la filiera produttiva della Dop Riviera Ligure – sottolinea Carlo Siffredi, presidente del Consorzio dell’Olio Dop Riviera Ligure – . L’obiettivo è di gestire al meglio la transizione ecologica che è in atto in ogni parte del mondo. E il contributo dei Consorzi di Tutela è fondamentale perché rappresentano le esperienze più avanzate in questo campo. Per raggiungere questi risultati in Liguria è però fondamentale l’unione non solo dei produttori ma anche delle istituzioni per progettare e sostenere un percorso che crei sinergia costante e duratura nel tempo tra i valori legati al territorio e quelli più strettamente eco – sostenibili».

In Liguria nel 2020 l’olio extravergine di oliva Riviera Dop ha registrato 946 aziende iscritte al sistema di controllo: 825 olivicoltori, 69 confezionatori, 52 frantoiani. Sono 2100 gli ettari di oliveti, con 740.000 piante, iscritti a questo sistema di controllo. E circa 6400 i quintali di olio realizzati a oggi con la campagna ancora in corso nella filiera controllata, di cui 2.700 già certificati e immessi in commercio come olio Dop in Liguria.

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