«È indubbio, e ci è ben presente, che, quando terminerà, speriamo al più presto, l’emergenza pandemica, sarà necessario avere riordinato secondo la scala delle priorità e risolto, con soluzioni efficienti, tutte le questioni che riguardano i servizi di accesso e in uscita delle merci dal porto. Ciò è peraltro nell’interesse delle attività portuali e della città che, e anche questo è ben chiaro, non possono e non devono prescindere da soluzioni ambientali compatibili, sostenibili e a tutela della salute».

È questo l’auspicio e il concreto impegno dell’Associazione dei doganalisti del porto della Spezia (Aspedo) che per voce del suo presidente, Bruno Pisano, condivide le indicazioni contenute nella posizione espressa dal presidente di Confartigianato Trasporti Stefano Cilento e presentata all’Autorità di Sistema portuale.

«Le aree di Santo Stefana Magra – si legge in una nota dell’associazione – dopo la nascita di molti magazzini di aziende private e del Centro Unico dei servizi, assumono sempre di più il ruolo di vero e proprio braccio operativo del porto, la così detta “banchina-lunga”, nella quale è attiva una piastra intermodale per il traffico ferroviario e nella quale ci sono aree disponibili che possono essere destinate ad assumere ruoli strategici nella logistica e nell’autotrasporto proprio dell’ultimo miglio. Ecco perché troviamo e riteniamo puntuali la proposta e l’azione della nostra Autorità di Sistema Portuale nel premere per la creazione di un vero e proprio Interporto e nella recente richiesta di definire quanto prima la Zona logistica semplificata a Santo Stefano Magra. Nel contempo riteniamo fondamentale attuare il progetto di informatizzazione del varco portuale (Smart Gate) già proposto dalla nostra associazione Aspedo e dalla Spezia Container Terminal, redatto e presentato in tempi di pandemia, come si ricorderà, proprio per essere pronti a cogliere tutte le opportunità della ripresa».

«Poiché il nostro porto – ricorda Pisano – è sempre stato esempio di efficienza e nel contempo precursore di molti progetti innovativi anche in campo doganale e logistico, ora è il momento di cogliere tutte le opportunità che vengono offerte per l’innovazione tecnologica della logistica e dell’autotrasporto, non solo per consolidare quanto raggiunto negli ultimi decenni  ma per gettare le basi per una nuova crescita e un nuovo sviluppo, concentrandoci sia sulle potenzialità che potremmo esprimere grazie a Santo Stefano Magra sia sul varco doganale da elevare, quanto a funzionalità, al top, con ricadute positive, va ribadito, su tutti gli operatori della comunità portuale e sulla nostra città».

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