Il consiglio comunale di Genova alla terza votazione, a maggioranza assoluta con 23 voti favorevoli (quelli della maggioranza) e 16 contrari (la minoranza), ha approvato la modifica dello statuto comunale che riforma i Municipi cittadini. E al termine della votazione i capigruppo dell’opposizione hanno annunciato la loro uscita dall’aula in segno di protesta.

Sotto palazzo Tursi, per protestare contro la riforma si è svolto un presidio al quale hanno partecipato i consiglieri comunali di minoranza e alcune associazioni tra cui la Cgil.

In una nota del Pd Comune di Genova si legge: «È ormai chiaro che il centrodestra pensa di bastare a se stesso e all’intera Genova, infischiandosene delle osservazioni dei municipi, delle tante realtà associative di tutta la città, degli amministratori locali e delle categorie economiche. Di fronte a questa arroganza amministrativa, questo pomeriggio il Pd ha deciso di abbandonare la Sala Rossa, insieme alle altre forze di minoranza. Pochi minuti prima la maggioranza aveva approvato, senza neppure tutti i voti del centrodestra, una riforma dello Statuto comunale che di fatto annulla il ruolo istituzionale e limita moltissimo le risorse a disposizione dei Municipi. Il Pd, compattamente insieme al resto dell’opposizione, ha espresso voto contrario e si è battuto in ogni modo in aula e fuori dal Palazzo per impedire questo scempio. Poco prima dell’inizio della seduta del consiglio comunale, infatti, in molti sono intervenuti al presidio davanti a Palazzo Tursi per dire no alla delibera accentratrice di Bucci. Ma la destra – conclude la nota – ha voluto andare avanti. Da sola, incurante di ogni osservazione. Così come avvenuto martedì scorso con l’approvazione della variante urbanistica a San Benigno per permettere l’apertura di un nuovo supermercato. Bucci e la sua giunta vogliono decidere da soli. Chi si oppone non ha diritto di parola nella sua  Genova meravigliosa».

Poco prima della votazione un comunicato sottoscritto dai gruppi consiliari di  Chiamami Genova, Italia Viva,  Lista Crivello,  Movimento 5 Stelle,   Partito Democratico,    PSI / Gruppo Misto annunciava la protesta così motivandola:

«Nonostante la nostra ferma opposizione, il parere contrario di 6 Municipi su 9 e la reazione di tutto il mondo associativo, sociale, i comitati e molti altri soggetti attivi sul territorio, la giunta Bucci e suoi alleati hanno creato le condizioni perché nella Sala Rossa del Consiglio Comunale di Genova, si toccasse uno dei momenti più bassi nella storia della città e delle istituzioni. Per queste ragioni, dopo il nostro voto contrario alla delibera, abbandoneremo la seduta in corso, come segno di protesta, un atto dovuto nei confronti dei nostri concittadini. Naturalmente non si tratta di una resa, in quanto la lotta continuerà anche altrove a difesa dei nostri Municipi, della democrazia, della partecipazione, della trasparenza e dell’articolo 5 della Costituzione: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento…».

 

 

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