“Febbraio non è ancora terminato e già la Cassa Edile genovese, l’ente bilaterale del settore che raggruppa imprese e sindacati, registra il 10 per cento in più di ore lavorate, questo significa che abbiamo più edili che lavorano sul territorio e con un maggior incremento reddituale“. A sottolinearlo, in una nota stampa, è Federico Pezzoli, segretario di Fillea Cgil Genova e Liguria, che fotografa la situazione di un comparto in affanno.

«La notizia è ancor più positiva se pensiamo che a febbraio 2020, mese di riferimento per la comparazione dei dati, ancora non eravamo entrati negli effetti drammatici del Covid sull’economia. Tra le cause dell’incremento vi sono certamente le lavorazioni autostradali e in particolare la messa in sicurezza della tratta genovese. Quello che ancora manca al comparto è il traino del settore edile tradizionale, quello dei cantieri edili dedicati prevalentemente all’edilizia urbana».

«Abbiamo davanti a noi una prateria di possibilità che vanno dal bonus del 110 per cento per il rifacimento delle facciate e dell’efficientamento energetico, alla rigenerazione urbana delle periferie, dalla riqualificazione dell’edilizia scolastica, a quella pubblica e ospedaliera. Tra i volani di un settore che vuole ripartire il – per ora solo annunciato – “piano caruggi” con il quale il Comune di Genova intende recuperare a 360 gradi il centro storico più grande d’Europa. Ci aspettiamo che le istituzioni e la politica sostengano il settore delle costruzioni attraverso progetti che intercettino le risorse messe a disposizione anche dall’Unione Europea – conclude Pezzoli – lo abbiamo già visto nel recente passato quando gli ingenti investimenti nell’edilizia hanno cambiato il volto della città, dalle Colombiadi, alla nuova vita per il Porto Antico solo per citare qualche esempio. Genova è davanti a una opportunità straordinaria da cogliere e da vincere che non va sprecata, perché se riparte l’edilizia si rimettono in moto anche tutti gli altri settori economi con più occupazione a favore dei nostri giovani».

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