«Entro le prossime 48 ore saranno realizzate le operazioni propedeutiche all’avvio delle operazioni di recupero dei feretri, a partire dalla parte sommersa, in mare. L’intervento che sarà realizzato è tra i più delicati mai messi in campo, per la particolarità della situazione, per l’attenzione e la delicatezza che richiede, rispetto al fatto che è crollata una porzione di cimitero. Per questo abbiamo concordato con il governo e il Dipartimento nazionale della Protezione civile che fosse necessaria un’attenzione sovraregionale con la richiesta formale, avanzata oggi dal presidente della Regione, per il riconoscimento dello Stato di mobilitazione in modo da consentire l’intervento di tutte le forze necessarie».

Così l’assessore alla Protezione civile di Regione Liguria Giacomo Giampedrone, intervenuto ieri a Camogli per fare il punto dopo il crollo della falesia che ha coinvolto una parte del cimitero della cittadina.

«L’intervento di Fondazione Cima e Università di Firenze, entrambi centri di competenza del Dipartimento nazionale di Protezione civile – ha osservato Giampedrone – sono fondamentali soprattutto in relazione alla messa in sicurezza di ciò che rimane della falesia, escluse le porzioni di cimitero che andranno arretrate e delocalizzate. Fa parte della richiesta dello Stato di mobilitazione anche l’intervento dei militari del Comsubin che, speriamo già a partire da sabato, effettueranno le operazioni di recupero nella parte sommersa. Successivamente verrà poi utilizzato un pontone per operare nella zona fuori dall’acqua».

Per quanto riguarda le previsioni meteo marine, «abbiamo un quadro di relativa tranquillità per una settimana. Ovviamente ci saranno ulteriori valutazioni di giorno in giorno».

Il tavolo di coordinamento si riunirà nuovamente venerdì.

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