Cresce la protesta delle imprese per la tempistica della classificazione delle zone per rischio Covid. Confagricoltura, Cia, Confcooperative, Legacoop scrivono ai quattro prefetti della Liguria, proponendo una soluzione: se il giorno della comunicazione del cambio “zona” continua a essere il venerdì, le restrizioni o le migliori condizioni decorrano dal lunedì successivo.

Le quattro associazioni di categoria, unite in Agrinsieme, comprendono un totale di 16.500 associati e 6.500 imprese agricole

«Cresce il disagio della categoria, in particolare degli operatori agrituristici e dell’ittiturismo, per la gestione delle comunicazioni inerenti la classificazione delle zone di attribuzione in funzione del rischio Covid – si legge nella lettera firmata come Agrinsieme, che aggrega le quattro organizzazioni –  Gialla o arancione, la differenza non la fa solo il colore e le relative limitazioni, ma anche i tempi di comunicazione possono cambiare il destino di tante imprese.
Anche in questa ultima occasione, le tempistiche sono state tali da creare disagio e ulteriore danno a operatori già fortemente colpiti dagli effetti della pandemia.
Abbiamo detto e confermiamo la consapevolezza della gravità della situazione e la volontà di dare seguito alle norme e alle decisioni assunte dalle Autorità Sanitarie, ma diventa difficile tollerare ancora questa incertezza continua nella comunicazione. È pertanto indispensabile definire una modalità che lasci un tempo utile ad adeguare la propria organizzazione all’evoluzione delle cose. Per questo proponiamo che se il giorno della comunicazione del cambio “zona” continua a essere il venerdì le restrizioni o le migliori condizioni decorrano dal lunedì successivo».

Agrinsieme chiede poi ai prefetti di farsi interprete presso il ministro della Sanità e tutto il  governo del malessere sempre più diffuso, verso il quale può essere efficace argine una diversa comunicazione delle modalità applicative di interventi necessari quanto dolorosi.

La lettera è stata inviata al Prefetto di Imperia, Alberto Intini, al Prefetto di Savona, Antonio Cananà, al Prefetto di Genova, Carmen Perrotta, al Prefetto della Spezia, M. Luisa Inversini.

“Il perdurare della situazione e l’aggravarsi delle difficoltà economiche di molti – si legge nella lettera – determinano la crescita di tensioni che potrebbero dar luogo a comportamenti inadeguati e controproducenti, fino a oggi contenuti e limitati anche grazie all’opera di vicinanza e supporto che le scriventi associazioni hanno messo in atto, sulla cui efficacia non siamo in grado di dare assicurazioni per il futuro. Un cambio di approccio nella decorrenza dei provvedimenti e soprattutto una comunicazione anticipata, darebbe un significativo segnale di attenzione e sensibilità verso un settore assai provato e consentirebbe agli operatori di programmare al meglio le occasioni di lavoro”.

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