Collaborazione tra imprese, istituzioni, sindacati e cittadini, trasparenza sull’andamento dei lavori, lavoro di squadra con tutta la filiera sono i fattori chiave che hanno permesso di costruire il nuovo viadotto sul Polcevera, Ponte San Giorgio, in 450 giorni nonostante l’esplosione della pandemia. È quanto afferma in una nota Webuild, il gruppo nato nel 2020 da Salini Impregilo.

«Al primo posto – si legge nella nota – la collaborazione. Il “Modello Genova” nasce dalla puntuale collaborazione tra le imprese che hanno realizzato l’opera, a partire dal Gruppo Webuild, con le istituzioni centrali, quelle locali, le forze di polizia, i sindacati fino alla stessa cittadinanza. Tutti hanno dato il loro contributo; tutti hanno remato nella stessa direzione, superando le lungaggini della burocrazia e permettendo alle imprese di concentrarsi sulla costruzione. Il secondo pilastro del “Modello Genova” è stato la trasparenza, intesa come condivisione del progetto, ma anche come apertura del cantiere agli sguardi esterni. Non solo attraverso le telecamere attive 24 ore su 24, ma con una mostra permanente allestita nel Porto Vecchio della città e una serie di visite organizzate con i ragazzi delle scuole di Genova per presentare quello che sarebbe diventato il loro ponte».

«Fondamentale – precisa Webuild – è stato anche il lavoro di squadra con tutta la filiera. Oltre 330 imprese, provenienti da tutte le regioni italiane, hanno dato il loro contributo come fornitori e subfornitori di Webuild. Nella maggior parte dei casi imprese di medie e piccole dimensioni che hanno messo le loro eccellenze e i loro brevetti al servizio di un obiettivo condiviso. Alla realizzazione hanno preso parte anche gli oltre mille addetti, tra ingegneri, tecnici e operai, che per mesi hanno lavorato giorno e notte in cantiere. Mille persone impegnate contro la pioggia, la neve, il vento, la minaccia del Covid-19, rispettando i più rigidi protocolli di sicurezza, e permettendo con il loro lavoro e la loro passione di conquistare quello che per tutti è ormai un record nella storia italiana delle grandi opere. Un record ottenuto solo grazie alla collaborazione, alla trasparenza, al lavoro di squadra, alla sicurezza, in una parola grazie al “Modello Genova”».

 

 

 

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.