«Abbiamo visto impegno da parte del Comune, ma alla fine non è stato possibile tenere in considerazione la nostra pressante richiesta e cioè chi è stato chiuso non deve pagare per un servizio che non ha utilizzato, questo perché ci è stato spiegato, il Governo non ha dato al Comune alcun aiuto economico per sostenere le spese di questo servizio. Oggi ci troviamo nuovamente di fronte a questo grave problema, perché a causa di una disastrosa gestione pregressa del ciclo dei rifiuti , non certo provocata dagli imprenditori, il Comune è obbligato da una sentenza ad aumentare la Tari !» È quanto dichiara in una nota il presidente di Confcommercio Genova Paolo Odone a proposito dell’aumento della Tari.

«In questo scenario – precisa Odone – l’unica cosa che possiamo affermare con estrema sicurezza è che le imprese non possono assolutamente sopportare l’ aumento di una tassa che hanno continuato a pagare malgrado fossero chiuse o con attività ridotta al lumicino. Inoltre, e lo diciamo da anni, questa tassa deve essere applicata e pagata sulla base della quantità di rifiuti prodotti secondo il principio comunitario “chi inquina paga” e non sono certo le imprese a produrre la maggiore quantità di rifiuti sul nostro territorio e i maggiori costi di raccolta».

«Vi è quindi – conclude la nota – una evidente ingiustizia di fondo nella ripartizione di questi costi e ciò produce un grave danno alle nostre imprese Perciò ancora una volta chiediamo che il Comune provveda ai necessari interventi perequativi che adesso sono improcrastinabili».

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