La comunità portuale della Spezia, rappresentata da Giorgio Bucchioni per gli Agenti Marittimi, Andrea Fontana per gli Spedizionieri, Bruno Pisano per i Doganalisti e dal segretario generale delle associazioni Salvatore Avena, ha  incontrato il nuovo presidente di Adsp del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, presente il segretario generale Francesco Di Sarcina.

L’incontro è stata la prima occasione per affrontare, sia pure sinteticamente, ripartendo dall’attualità e dai risultati delle attività portuali, le questioni aperte e i nodi cruciali che interessano direttamente i comparti sia dello scalo sia retro-portuale.

Il confronto si è focalizzato soprattutto sullo stato di avanzamento del piano regolatore portuale e sui previsti investimenti pubblici e privati a sostegno sia della funzione mercantile sia di quella crocieristica; sulle infrastrutture tra cui la Pontremolese ma anche la rete ferroviaria di prossimità, per continuare a  incrementare il traffico su rotaia già portato a percentuali straordinarie nel confronto a livello nazionale; sulla necessità di continuare a potenziare la digitalizzazione e l’ informatizzazione, già peraltro all’avanguardia, dell’intero sistema portuale e in particolare innovare le funzioni operative per l’accesso al porto e al retroporto.

A chiederlo è quella stessa comunità portuale che, come è noto, con investimenti propri, ha valorizzato l’esperienza pilota del Centro unico dei servizi di Santo Stefano Magra, da oltre sei mesi in piena operatività, Centro che non solo rappresenta il primo esempio concreto di Sportello unico doganale realizzato in Italia ma che sta facendo scuola come caso da seguire di sinergia tra gli operatori privati e il sistema pubblico nel suo complesso e nelle sue articolazioni centrali e periferiche.  Si è peraltro osservato come l’avanzato stato di digitalizzazione dei processi portuali sia stato anche un positivo banco di prova proprio nella gestione strategica dei trasporti e della logistica fin dall’inizio della pandemia.

Quanto alla questioni di natura prettamente politico istituzionale la riflessione si è focalizzata in particolare su quattro questioni: il tema dell’organizzazione del lavoro; l’importanza dei rapporto fra attività portuali, economia del mare e territorio; i rischi che comporterebbe l’integrazione verticale della supply chain in atto nei sistemi portuali complessi; l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (Zls) a livello regionale.

 

 

 

 

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