Sono state circa 23 mila le persone che nel 2020 hanno richiesto prestazioni ai servizi sociali del Comune di Genova. Dal 2017 al 2020, i cittadini presi in carico dai servizi sociali nell’ambito delle cinque aree di competenza (minori, adulti, anziani, disabili e migranti) sono aumentati in particolare per la crescita dei disabili (+139%), ma anche della platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza (+56% della fascia adulti tra i 18 e i 64 anni), degli anziani (+19%) che richiedono servizi domiciliari, ad esempio una badante o un’assistenza familiare, dei minori (+11%).

In aumento il numero dei disabili presi in carico dal Comune di Genova, che oggi segue 3.186 utenti, e la richiesta di servizi domiciliari attraverso il sistema di accreditamento Doge, che assolve il 100%, con i 142 beneficiari. Con il Covid la richiesta di servizi domiciliari è aumentata, fanno sapere gli uffici comunali.

Nella popolazione della fascia 18-64 anni sono in carico dei servizi sociali 6.040 adulti e 7.153 minori, di cui 323 in comunità residenziale, 355 in affido familiare (324 in famiglie e 31 in casa famiglia), mentre l’emergenza Covid ha provocato una particolare criticità nell’attività rivolta ai percettori dei redditi di cittadinanza: lockdown e decreti ministeriali di sospensione delle attività, in aggiunta alle misure di contenimento del virus, hanno fortemente rallentato l’attività della presa a carico.

«Con l’emergenza pandemica – spiega il consigliere delegato ai Servizi sociali Mario Baroni – la sfida è stata quella di ricalibrare quasi completamente l’offerta in base a una mutata domanda di servizi. Ad esempio, sulle disabilità, è calata la richiesta di trasporto per i centri diurni riabilitati, chiusi causa Covid, mentre stiamo rivalutando le domande delle persone che non avevano avuto accesso al servizio di trasporto e di sostegno per la permanenza a casa, oltre che ristorare i gestori del servizio di trasporto per il calo dell’attività».

Assolte al 100% anche le domande per il trasporto lavorativo dei disabili, mentre è in corso un confronto con la Asl 3 genovese per il monitoraggio delle 86 persone in lista per il trasposto riabilitativo, servizio che entro febbraio sarà in grado di servire 350 utenti, 30 in più rispetto al 2020.

«Stiamo lavorando con la Asl – specifica Massimiliano Cavalli, il direttore dei Servizi alla persona del Comune di Genova – che verifica requisiti delle 86 persone che sono in attesa. Siccome nel 2020, causa Covid, non ci sono state domande nuove, quella lista è datata di almeno due anni, per cui dovrà essere ricontrollata».

«Le liste di attesa sono pari a zero per i disabili che hanno fatto domanda ad esempio per una badante e per i servizi per le gravissime disabilità e la non autosufficienza – aggiunge Baroni – grazie alla sinergia con Regione Liguria, abbiamo esaurito tutte le 626 domande su ogni linea di intervento. Ora gli sforzi dell’amministrazione sono rivolti ad assolvere tutte le domande sulle richieste di badanti per gli over 65 attraverso l’accreditamento dei servizi domiciliari, servizi di domiciliarità come l’affido».

Rsa

È in fase di revisione anche il convenzionamento tra Rsa, Alisa, Regione Liguria e Asl 3 genovese per gli inserimenti in strutture residenziali per anziani, oggi 726 per un contributo del Comune di 3,5 milioni di euro all’anno.

Baroni rileva che sono un centinaio gli anziani in lista d’attesa, tra i 13 degli affidi familiari e gli 86 in attesa di una badante, contro i 700 presi a carico: «L’obiettivo è non lasciare nessuno indietro e dare una risposta ai bisogni di ogni persona che appartiene a una fascia debole e fragile».

 

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