Aspi  – Autostrade per l’Italia non ha effettuato i servizi di prevenzione necessari ad assicurare la circolazione dei mezzi pesanti sulle autostrade liguri in occasione delle nevicate dei giorni scorsi.

È quanto denuncia l’Osservatorio logistica trasporto merci e spedizione in una nota del 29 dicembre sottoscritta dal segretario Giuseppe Bossa.

La nota precisa che la mattina del 29 «senza nessun avvertimento e senza nessuna comunicazione sono stati chiusi i caselli autostradali, Genova Pegli e Pra’, per i mezzi provenienti dal levante. Questo ennesimo disservizio ha costretto il traffico pesante ad uscire al casello di Arenzano per tornare indietro, o in alternativa a riversarsi sulle strade cittadine».

«In data 28 dicembre 2020 – si legge ancora nel comunicato – la categoria dell’autotrasporto ha subito un nuovo blocco neve, attribuibile unicamente e nuovamente alle inefficienze di coloro che hanno le concessioni e ne gestiscono con proprie ordinanze l’emergenza neve, ancora un ennesimo colpo basso per il tessuto produttivo della nostra città e del suo porto. Vogliamo precisare che nella serata del 27 dicembre, a seguito della perturbazione nevosa in arrivo, era stato garantito da Aspi che non vi sarebbe stata nessuna limitazione ai mezzi pesanti, che tradotto in concreto significa “prevenzione, sicurezza stradale”, strade pulite, spargisale, spazzaneve, semplicemente l’invito di prestare attenzione ai comunicati meteo prima di intraprendere l’attività di trasporto. Sempre il 27 dicembre, ci era stato comunicato che, a fronte di precipitazioni abbondanti, si sarebbe valutata la possibilità di un filtraggio scaglionato utilizzando anche le aree portuali. Tali disposizioni sono state del tutto disattese in quanto alle 4 del mattino, circa, del 28 dicembre i mezzi pesanti, i lavoratori autisti, sono stati bloccati, ancora per molte ore all’interno dei porti o nei vari parcheggi di fortuna, dal “Codice Rosso” emanato da Aspi che determinava il divieto di circolazione dei mezzi pesanti “causa neve”.

«Ancora non ci è chiaro – conclude la nota – perché, a distanza di pochi giorni dalla prima nevicata annunciata, che ha causato la paralisi e il “sequestro”di una categoria di lavoratori, si è nuovamente ripetuta una situazione analoga? Quale prevenzione è stata messa in atto al fine di scongiurare un ennesimo disservizio? In che tempi preventivi, su un allerta neve, viene data disposizione alle squadre di avviare le operazioni di spargisale? Di quanti mezzi è costituita una squadra, quanti lavoratori necessitano e quanti invece ne vengono utilizzati in nome del risparmio?»

 

 

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