Sono più di 100 i lavoratori in nero risultati dall’attività ispettiva dell’Inps in Liguria nel 2019.

È quanto emerge dal bilancio sociale dell’Istituto presentato in questi giorni e che fotografa un anno di attività.

Attraverso il bilancio l’Inps rende noti molti dati che consentono diverse considerazioni. Tra le più significative dal punto di vista sindacale c’è proprio l’attività ispettiva: il contrasto all’evasione ed elusione contributiva, nel corso del 2019, ha accertato complessivamente 13.888 milioni di euro di cui 8.078.944 (58,2% del totale) per accertamenti contributivi.

Rispetto ai controlli effettuati sulle aziende, l’Inps riporta un totale di 325 aziende con irregolarità rispetto al totale delle 384 ispezionate. Con riguardo al lavoro nero e irregolare e ai rapporti di lavoro annullati, l’azione di vigilanza ispettiva ha condotto alla rilevazione di 3.242 lavoratori irregolari e 110 lavoratori completamente in nero.

Sempre sul fronte lavoro i rapporti di lavoro fittizi annullati, ossia quelli “inventati” per accedere alle prestazioni dell’Istituto come ad esempio la disoccupazione, sono stati 299.

«Sono numeri sconcertanti che riescono a far emergere situazioni che, senza l’attività ispettiva, sarebbero invisibili. Non c’è solo un problema per i lavoratori in nero che non hanno alcun diritto, c’è anche una perdita notevole per la collettività dal punto di vista erariale», affermano in una nota congiunta Fabio Marante e Nicola Dho rispettivamente segretario regionale Cgil e segretario generale Fp Cgil Liguria.

Per Marante e Dho non investire nella pubblica amministrazione è una scelta sbagliata: «L’Inps è in carenza di organico dovuta a pensionamenti e ad anni di blocco delle assunzioni, ma le pratiche continuano ad aumentare, come risulta dal bilancio che riporta il confronto della produttività 2019 con quella del 2018 che dimostra un incremento del 3,79% in Liguria. È evidente che se fossero investite maggiori risorse, l’attività dell’Istituto ne gioverebbe a beneficio di tutti, lavoratori e cittadini».

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