Nell’ottobre 2020 sono stati 1.961 gli infortuni sul lavoro denunciati in Liguria. 121 in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il dato sui dieci mesi risente invece evidentemente del lockdown. In totale gli infortuni nei primi 10 mesi del 2020 sono stati 14.749, contro i 17.334 del 2019.

La stragrande maggioranza di questi incidenti accade nel settore dell’industria e dei servizi (13.571) seguito da incidenti nel servizio per conto dello Stato (850) e nell’agricoltura (328).

Entrando nello specifico della categoria industria e servizi per gestione tariffaria, 4.305 sono accaduti a persone occupate nel terziario, 3.163 in generiche “altre attività”, 2.653 nell’industria, 2.332 in una gestione tariffaria “non determinata” e 1.118 nell’artigianato.

Emerge, andando a guardare gli specifici settori di attività economica, come la sanità e l’assistenza sociale abbia avuto in questi primi 10 mesi del 2020, un’impennata di infortuni denunciati rispetto al 2019, segno che il Covid ha colpito forte: 2.482 denunce tra gennaio e ottobre 2020 contro le 894 dello stesso periodo 2019. In calo invece due dei settori che “pagano” di più in termini di infortuni: le costruzioni passano da 1.054 a 829, il trasporto e magazzinaggio da 1.091 a 851.

Andando a vedere il luogo di accadimento, la provincia di Genova prevale.

La divisione tra i sessi vede 8.491 infortuni accaduti ai maschi tra il gennaio e l’ottobre 2020 e 6.258 alle femmine.

Infortuni mortali

Gli infortuni mortali sono più che raddoppiati e anche in questo caso è probabile che c’entri il Covid: erano 16 tra il gennaio-ottobre 2019, 38 tra gennaio-ottobre 2020. Solo a ottobre sono stati 4 i morti (zero nell’ottobre 2019).

Il dettaglio sulle attività vede 6 sanitari morti; 6 addetti nel settore costruzioni; uno nell’industria del legno; uno nella fabbricazione di prodotti chimici; due nel commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione autoveicoli e motocicli; uno nell’attività di servizi di alloggio e ristorazione; uno nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese; 14 non determinati.

La divisione per genere degli incidenti con esito mortale vede 35 morti tra i maschi e 3 tra le femmine.

L’analisi per classe di età dei morti fa capire quanto il pericolo si nasconda soprattutto dopo i 50 anni.

 

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