Educativa partecipata e di strada nel progetto Caruggi del Comune di Genova. Con un budget da 75 mila euro, apre oggi il primo bando (scaricabile a questo link http://www.comune.genova.it/content/gare-dappalto-e-bandi-di-gara, nell’ambito socio-educativo), del Piano integrato degli interventi per il Centro Storico del Comune di Genova.

Alla call potranno partecipare, entro 35 giorni, associazioni del terzo settore, in forma singola o in rete, per l’offerta di servizi socio educativi rivolti a bambini e ragazzi che vivono in situazioni di marginalità all’interno del centro storico genovese.

«Crediamo fortemente – dichiara l’assessore al Centro Storico del Comune di Genova Paola Bordilli – che la rigenerazione e il rilancio del centro storico passi anche dai servizi alle persone, in particolare delle fasce sociali più fragili, che in questo periodo di emergenza pandemica rischiano di pagare un prezzo ancora più caro rispetto ad altri. Supportare i giovani, bambini e giovani adulti, nell’apprendimento scolastico, in attività educative, di aggregazione sana e socialità è indispensabile per prevenire la nascita di nuove marginalità e per migliorare la partecipazione e qualità della vita di tutti i cittadini e delle famiglie che vivono e lavorano nel centro storico».

Il progetto, il primo di una serie di azioni socioeducative in programma da parte del Comune di Genova nel Piano integrato Caruggi, riguarda l’attività educativa di strada, rivolta a bambini a partire dai sei anni, ragazzi e giovani adulti, presenti sul territorio del centro storico e che appartengono a nuclei fragili connotati da disagio economico e relazionale. In particolari aree del Centro Storico dove sono presenti specifiche criticità educative – Porto Antico per minori di 11-12 anni, Giardini Luzzati per adolescenti, Pre’, via del Campo e zone limitrofe per giovani adulti – dovranno concentrarsi interventi, tempestivi e flessibili, adattati al delicato contesto, anche attraverso il ricorso di cittadini attivi che promuovano comportamenti responsabili.

È prevista anche la creazione di un’unità di strada, una task force che possa agire in modo dinamico intercettando i bisogni e le esigenze del territorio, fornendo risposte immediate.

«L’educativa partecipata – spiega il consigliere delegato alle Politiche Sociali Mario Baroni – si fonda sul coinvolgimento di chi vive ogni giorno sul territorio e delle associazioni per creare percorsi efficaci di tipo educativo, prevenzione dei disagi in particolare giovanili, di accesso ai servizi, all’inclusione scolastica e lavorativa. Nel Piano del Centro Storico, la parte socioeducativa ricopre un ruolo importante, come testimonia anche la previsione di stanziamento di risorse per oltre 16,6 milioni di euro. Per gli interventi socioeducativi abbiamo coinvolto, in tavoli di confronto, le tutte le realtà presenti e sono emerse proposte innovative tra cui l’educativa partecipata o di strada che prevede anche il coinvolgimento di soggetti calati nelle realtà di disagio come parti attive di un percorso educativo rivolto ai più giovani. Questo è il primo bando rivolto ai minori e ai giovani del centro storico, ma ne seguiranno altri anche per anziani e disabili».

 

 

 

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