In Liguria nel 2019 i prodotti agroalimentari Dop e Igp valgono 35 milioni di euro, segnano una crescita del 6% rispetto al valore della produzione del 2018 e impattano solo per lo 0,2% sul totale nazionale. È quanto emerge dal 18esimo rapporto Ismea-Qualivita.

Sul valore della produzione totale in Liguria per Dop e Igp, 13 milioni di euro derivano dalla filiera del cibo, in sofferenza però nel corso del 2019, presumibilmente a causa del calo della produzione certificata di olio extravergine Dop: in controtendenza rispetto al dato medio nazionale (+5,7%), la filiera agroalimentare registra un calo del 3% rispetto al valore della produzione 2018, pari a 14 milioni.

I restanti 22 milioni derivano dal comparto del vino, che traina la crescita complessiva regionale mettendo a segno un +13,3% rispetto ai 20 milioni del 2018. La crescita media italiana del vitivinicolo Dop e Igp è invece del 2,9%.

I numeri del rapporto Ismea-Qualivita mettono in luce un comparto florido a livello nazionale: con ben 16,9 miliardi di valore di produzione, la filiera delle Dop e Igp si conferma un settore trainante per l’economia e in crescita del 4,2% in un anno. Il contributo al fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano è del 19%, l’export è pari a 9,5 miliardi di euro (+5,1% in un anno), che corrisponde al 21% delle esportazioni nazionali di settore.

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Nel 2019 si registra un trend positivo in 17 regioni su 20. A trainare è il Nord: Veneto (3,9 miliardi), Emilia-Romagna (3,5 miliardi), Lombardia (2,2 mld) e Piemonte (1,3 mld) concentrano da sole il 65% del valore produttivo delle filiere agroalimentari e vitivinicole Dop e Igp.

In questo contesto la Liguria, con 5 Dop e Igp nella filiera agroalimentare (acciughe sotto sale del mar Ligure, basilico genovese, focaccia di Recco col formaggio, olio extravergine di oliva Riviera Ligure, vitelloni piemontesi della coscia, produzione piemontese e del Ponente ligure) e 12 in quella del vino, si piazza, rispettivamente, al 18esimo e al 16esimo posto in classifica nazionale.

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Per quello che riguarda, in particolare, l’olio extravergine di oliva, tra le prime cinque filiere per valore alla produzione c’è anche il Riviera Ligure Dop, insieme a Toscano Igp, Terra di Bari Dop, Val di Mazara Dop e Sicilia Igp. Insieme, queste produzioni valgono 59 milioni di euro. Il 2019 è stato però un anno caratterizzato da una minor quantità di prodotto certificato (11 mila tonnellate, -11%), a causa di una disponibilità complessiva 2018 particolarmente scarsa. Il valore alla produzione è di 82 milioni di euro (-4,6%) e di 134 milioni di euro al consumo (-7,4%). L’export riguarda il 39% della produzione certificata e raggiunge 56 milioni di euro (-11%). In Toscana, Puglia e Sicilia si concentrano quasi i tre quarti del valore totale degli oli certificati, con un valore rispettivamente di 25 milioni di euro, 20 milioni di euro e 16 milioni di euro. Nello scenario nazionale crescono le Igp regionali, con un incremento produttivo di quelle esistenti e l’introduzione di nuove registrazioni: olio di Puglia Igp nel 2019 e olio Lucano Igp nel 2020.

Più in generale, nella classifica dell’agroalimentare spiccano, ai primi posti, Emilia-Romagna (3 miliardi e 44 prodotti), Lombardia (1,7 miliardi e 34 prodotti) e Campania (682 milioni e 26 prodotti). Del resto, le prime tre Dop e Igp a trainare la filiera del cibo sono il Grana Padano, con un valore di produzione annua pari a 1,5 miliardi, il Parmigiano Reggiano (1,5 miliardi) e il Prosciutto di Parma (721 milioni). Quarto posto per la Mozzarella di bufala campana (426 milioni).

Nel settore vitivinicolo Veneto al primo posto (3,5 miliardi e 53 denominazioni), Toscana seconda (1 miliardo il valore della produzione 2019, 58 denominazioni), terzo il Piemonte (che conta il maggior numero di vini Dop e Igp, 59, per circa 980 milioni di euro di valore della produzione). Prosecco, Delle Venezie e Conegliano Valdobbiadene i primi tre vini per valore di produzione (rispettivamente, 680, 179 e 162 milioni di euro).

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