«Si conferma il trend in discesa dei contagi. Il flusso delle dimissioni è sempre costante e cala in doppia cifra. Anche le terapie intensive continuano a calare: ci auguriamo di scendere presto sotto le 100, come dovremmo scendere sotto i mille ricoverati complessivi». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ieri sera nel punto stampa serale sul Coronavirus.

«Oggi – ha aggiunto – abbiamo riunito tutti i direttori generali insieme ai coordinatori dei dipartimenti interregionali per fare il punto sulla ripartenza di molte specialità mediche che avevamo bloccato nel momento più drammatico della seconda ondata. Stiamo riaprendo reparti in tutta la regione. In questi ultimi giorni solo al San Martino sono tornati alla normalità una medicina da 36 posti, una pneumologia da 20, una chirurgia da 20. Nei prossimi giorni, se il numero dei ricoverati continua a scendere, ci saranno altre riaperture per un totale di ulteriori 48 posti. Tra oggi e domani dovrebbero essere adottati un decreto legge e un conseguente dpcm con le regole per le festività. Ci auguriamo come regioni che alcuni dei suggerimenti che abbiamo dato nei giorni scorsi vengano considerati e, visto che si tratta ancora di limitazioni alla libertà di impresa e alla libertà di movimento dei cittadini, che le misure siano proporzionate alla situazione di una pandemia in decrescita; che si possano avere misure eque nelle regioni che, come la nostra, sono partite prima con la prevenzione e che oggi si trovano con RT in costante calo tra 0,7 e 0,8».

Questa mattina si riunirà la Conferenza delle Regioni e poi ci sarà il confronto con il Governo.

«Il documento presentato dalle Regioni – ha annunciato Toti – è molto chiaro, chiediamo una semplificazione dei criteri di classificazione per zona, di tenere conto della situazione degli altri paesi europei in un’ottica di concorrenzialità e di mettere a punto provvedimenti mirati a evitare assembramenti, ma di tenere un equilibrio tra le esigenze sanità e le esigenze di un paese stremato, con cinque milioni di nuovi poveri. Il prossimo mese pesa moltissimo sul pil del nostro paese. C’è divergenza su alcune posizioni, ma ci auguriamo che si possa arrivare a una sintesi che tenga conto delle esigenze dell’economia, dei cittadini, delle famiglie e di tutti quelli che nelle festività vorrebbero incontrarsi».

 

 

 

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