«Quando parliamo di ristori tocchiamo un argomento delicatissimo: le 150 mila imprese in Liguria sono state tutte danneggiate, anche se in modo diverso».

Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, a margine della conferenza stampa legata alla promozione turistica del capoluogo, torna sul tema e non ha parole morbide.

«Nell’ultimo provvedimento che la Regione ha emanato su fondi del governo di 7,7 milioni di euro – dice Caviglia – noi ci troviamo a dover fare una ripartizione andando a individuare un cluster di 6-7 mila imprese che fanno parte di quelle 150 mila. Ci rivolgiamo quindi al 5% della totalità di imprese che operano con ristori di mille, o al massimo duemila euro. Cifre non adeguate per il pesante danno che le imprese hanno dovuto sostenere».

Caviglia sostiene che non si dovrebbero neanche chiamare ristori, ma solo un «piccolo segnale di attenzione». Un modo per far sapere che si è consapevoli del danno, non di più.

«I ristoratori, per esempio, hanno saputo il 18 di dicembre che non sarebbero stati aperti a Natale e hanno dovuto annullare tutte le prenotazioni. Viviamo in un momento in cui c’è una tale incertezza per tutti che è giusto buttare il cuore oltre l’ostacolo».

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