Un’ottima annata come quantità e qualità il 2020 per la vendemmia in Liguria, che produrrà grandi vini in una regione in cui la vinificazione è in costante miglioramento da una quindicina d’anni ed è giunta a livelli altissimi. Lo dichiara a Liguria Busineass Journal Virgilio Pronzati, giornalista specializzato in enogastronomia, membro, tra l’altro, della Commissione di Assaggio dei vini Doc “Golfo del Tigullio” e “Valpolcevera” e della Commissione Nazionale dei Docg.

Virgilio Pronzati

«I vini liguri non sono mai stati così buoni come adesso – precisa Pronzati – e questo è il risultato di un buon lavoro di razionalizzazione fatto nel vigneto e di miglioramento nella tecnica di vinificazione. Ha dato l’esempio, puntando sulla qualità, Bosoni della Cantine Lunae e molti altri lo hanno seguito, tanto che oggi i produttori liguri fanno incetta di premi internazionali. Di recente, per esempio, l’azienda Durin di Ortovero ha vinto la Medaglia d’Oro per il premio Alicante. Un premio importante, con tanti concorrenti. L’Alicante è un vitigno che dalla regione spagnola in cui ha avuto origine si è diffuso nel bacino mediterraneo, nel savonese, dove opera l’azienda di Durin, in Sardegna, dove ha preso i nomi di Granaccia o Uva di Spagna, o di Cannonau, in Toscana, Lazio e Umbria, in Francia, dove è noto come Grenache».

Secondo i dati di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini, nella vendemmia 2020 si rileva una produzione complessiva italiana di vino e mosto di 46,6 milioni di ettolitri, con una flessione del 2% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri del 2019. La produzione ligure non è in calo ma la chiusura del canale Horeca con l’entrata della Liguria in zona arancione, rischia di assestare un duro colpo al settore. Per fortuna la qualità del vino ligure continua a spingere il prodotto sui mercati internazionali, facendo segnare, secondo Coldiretti, un +8,9% nei primi sette mesi del 2020, in controtendenza rispetto al mondo del vino italiano in calo del 3,2%.

L’analisi della Coldiretti sottolinea come «le mancate vendite al comparto della ristorazione locale pesino su uno dei settori che trova nel consumo fuori casa uno dei massimi mercati di sbocco. Inoltre l’invito del premier Giuseppe Conte a festeggiare in famiglia, ma con prudenza, le prossime festività natalizie, senza immaginare feste e pranzi affollati a causa dell’imprevedibilità della situazione, fa temere i produttori per i brindisi di Natale e Capodanno, la mancanza dei quali a livello nazionale costerebbe, 1,2 miliardi di euro, cifra spesa lo scorso anno, in casa e fuori, solo per imbandire con vini e spumanti le tradizionali maxi tavolate delle feste».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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