Si terrà giovedì 5 novembre lo sciopero di quattro ore dei metalmeccanici indetto da Fim, Fiom, Uilm per il rinnovo del contratto di lavoro.

Le segreterie sindacali chiedono a Confindustria di far ripartire subito il confronto sulla nuova piattaforma contrattuale. Le richieste sono l’aumento dei salari, miglior welfare, più diritti e maggiori tutele.

La pandemia ha aperto scenari inediti anche dal punto di vista contrattuale e normativo che rendono indispensabili nuove regole su smart-working e conciliazione di tempi di vita e lavoro. Da gennaio a oggi le industrie italiane hanno già ricevuto 50 miliardi di euro e altri ne arriveranno dalle risorse europee.

“Confindustria – si legge nella nota sindacale – è arroccata sulle proprie posizioni e si fa scudo della pandemia per non assumersi le proprie responsabilità, mentre i metalmeccanici vogliono l’adeguamento dei salari al costo della vita e non sono disponibili a essere gli unici in questa partita a sostenere sacrifici. Purtroppo è notizia di oggi che la Questura di Genova ha vietato il presidio che si sarebbe dovuto tenere in Confindustria in concomitanza con lo sciopero. Fim Fiom Uilm, con la responsabilità che le ha sempre contraddistinte, si atterranno alla disposizioni ma prendono atto, con rammarico, che tale prescrizione avviene verso lavoratori e lavoratrici che sono determinanti per la ricchezza di questo Paese, che durante le chiusure di marzo erano ritenuti essenziali e ai quali oggi viene negato il diritto al contratto”.

“Mentre una montagna di miliardi viene distribuita alle imprese – conclude la nota – si vieta a una intera categoria di metalmeccanici di manifestare le proprie rivendicazioni tese a impedire il loro impoverimento utilizzando la pandemia come alibi”.

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