È iniziato in Valpolcevera una decina di giorni fa un progetto sperimentale che dovrebbe fornire indicazioni utili a tutto il sistema sanitario regionale per l’applicazione dell’accordo sottoscritto due settimane fa da Regione Liguria-Alisa, Ordine dei Medici e sindacati perché i medici di famiglia possano eseguire i tamponi rapidi antigenici per diagnosticare il Covid, alleggerendo la pressione sugli ospedali e abbreviando i tempi di esecuzione, che si stanno allungando con l’estendersi dell’epidemia.

Alessandro Bonsignore

«L’accordo – dichiara a Liguria Business Journal Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della Liguria – è stato sottoscritto da tutti i sindacati di medicina generale, da tutte le società scientifiche e da Alisa sotto l’egida dell’Ordine dei Medici. Avevamo lanciato un appello per trovare insieme soluzioni comuni alle criticità che la pandemia ci sta mettendo di fronte e l’appello è stato raccolto».

Cosa è previsto?

«L’adesione dei medici avviene su base volontaria. Chi si impegnerà in questo servizio riceverà un supporto informatico-amministrativo e segretariale attraverso Liguria Digitale, il materiale dpi necessario e, naturalmente, i tamponi. Le operazioni verranno eseguite nello stesso studio del medico se i locali permetteranno di operare in sicurezza, in strutture predisposte dalle Asl (potranno essere impiegati anche tendoni dell’Esercito), e a domicilio del paziente. I tamponi saranno consegnati alle Asl che li faranno analizzare, prevalentemente nei laboratori del San Martino. I medici riceveranno un riconoscimento economico variabile, a seconda che il loro impegno si svolga in studio, in struttura Asl o a domicilio. Si prevede che la maggior parte dei tamponi verrà eseguita in strutture Asl».

Quanti medici hanno aderito all’iniziativa?

« Una settimana fa aveva manifestato la propria adesione circa il 30% dei medici di medicina generale, il che sarebbe già sufficiente per fare fronte all’emergenza, ma teniamo presente che una settimana fa l’accordo era stato appena sottoscritto».

L’iniziativa è partita già una decina di giorni fa in via sperimentale in Valpolcevera nella zona che va dall’ex Ponte Morandi a Teglia.

«Stiamo sperimentando un modello di ambulatorio integrato – spiega Gianlorenzo Bruni, uno dei medici impegnati  nel servizio – per mettere a punto le modalità migliori. I risultati sono buoni, riusciamo a fare una sessantina di tamponi nell’orario previsto, dalle 8.30 alle 12.30. I cittadini accedono al servizio soltanto su appuntamento preso con il medico, il quale decide sull’opportunità di fare eseguire o meno il tampone. Il locale è stato fornito dal Municipio alla Asl che lo ha adibito al nostro servizio, con noi collaborano infermieri dell’Asl e presto dovrebbe arrivare anche un operatore socio-sanitario».

Quanti medici aderiscono al progetto? Una settimana fa pare fossero una trentina.

«Qui in valle quasi tutti hanno aderito, credo che quando l’iniziativa sarà conosciuta meglio le adesioni si estenderanno in tutta la Liguria».

 

 

 

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