«L’ospedale da campo di fronte a San Martino rappresenta una sconfitta: una sconfitta per il Policlinico San Martino e per la sanità ligure, una sconfitta per tutti e tutte coloro che si aspettavano e si meritavano un piano per affrontare una seconda ondata dopo marzo e aprile, una sconfitta che ha gli occhi dei nostri sanitari impegnati sul campo e che guardano sgomenti la mancata programmazione delle assunzioni, la mancanza di una valutazione degli immobili da poter adibire a servizi di cura, e soprattutto, la mancanza della capacità di organizzare una sanità territoriale, capace di intercettare i disagi delle persone, curarle e non lasciarle sole». Così il capogruppo di Linea Condivisa in consiglio regionale, Gianni Pastorino, commenta l’allestimento della tensostruttura con 24 posti letto davanti al pronto soccorso del San Martino a Genova.

«Una sconfitta – prosegue il consigliere Pastorino – che ha un nome e un cognome e, sinceramente, poco riusciamo a comprendere cosa ci sia da andare a far visita, in un luogo che fino a ieri non avrebbe avuto neanche il personale per poter funzionare e che oggi, parallelamente, sarà poco utilizzabile, con personale infermieristico che sarebbe dovuto entrare in servizio nella struttura sanitaria almeno due mesi e mezzo fa. Una sconfitta che ha il corpo delle dichiarazioni rassicuranti di alcuni clinici del San Martino del “tutto va bene” ripetuto fino alla nausea, della logica dell’emergenza, che prevale sulla lungimiranza e la capacità di programmazione. Oggi quelle tende, a nostro giudizio, hanno difficoltà di utilizzazione, perché avranno bisogno, oltre che di personale, di collegamenti fognari, e probabilmente di importanti collegamenti elettrici. Ci chiediamo se tutto ciò non fosse più pratico ottenerlo in spazi che hanno già ospitato servizi sanitari, e quindi maggiormente idonei, rispetto a ospedali da campo».

«In conclusione – dichiara Pastorino – abbiamo l’ennesima sensazione che vada in atto un nuovo show, che sarà salutato come prodigioso intervento da parte delle autorità preposte, e non come un clamoroso fallimento della governance sanitaria. Per tutto questo come Linea Condivisa pensiamo e proporremo al consiglio regionale, come abbiamo già detto 10 giorni fa, che sia commissariata la struttura dirigenziale di San Martino, perché gli errori commessi in questa fase, a nostro giudizio, non sono ascrivibili solo all’eccezionalità del momento, ma ci sono questioni che si sono determinate per una inudita sottovalutazione di quanto stava accadendo».

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