In tanti sono rimasti sorpresi dal fatto che la Liguria sia stata inserita in zona gialla nell’ultimo dpcm. Principalmente la questione è legata a due motivazioni: la regione è in ritardo con le comunicazioni sui dettagli dei positivi, che contribuiscono a comporre il famoso indice Rt di trasmissione della malattia. Un ritardo che secondo il ministero non è doloso, ma semplicemente dovuto a un ingolfamento delle operazioni a causa dell’eccesso di contagi. Un rischio alto ma non valutabile appieno. Inoltre il ragionamento è stato fatto su dati vecchi di almeno due settimane.

Altro aspetto: la situazione è soprattutto concentrata a Genova, mentre il resto della regione è in condizioni migliori.

«Si lavora su indicatori come incidenza, Rt, occupazione posti letto: se c’è un regione con apparentemente pochi casi e ha alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza – dice il direttore Prevenzione del dicastero della Salute Gianni Rezza – sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza». Clicca qui per gli indicatori.

Dopo 14 giorni ci potrà essere una “descalation” per le regioni attualmente rosse o arancioni, viceversa se nella prossima cabina di regia ci fossero situazioni diverse, altre regioni potrebbero diventare rosse. Il sistema non è così rigido ed è stato chiarito che c’è la possibilità, com’era già accaduto in passato, di creare zone rosse anche in una regione che non lo è.

Gli indicatori presi in considerazione sono quelli prodotti dal 4 maggio, data in cui è iniziato il monitoraggio che vede la collaborazione con le regioni in cabina di regia. Si tratta di un flusso di dati che va a integrare quello puntuale: «Richiede dettagli della persona infetta: chi è, quanti anni ha, dove ha contratto infezione» aggiunge il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.

«La Calabria ha un’incidenza inferiore, ma un Rt molto alto e per questo è classificata in rischio alto – afferma Rezza – ecco perché trovo alcune regioni in fasce che non mi aspetterei confrontando i numeri con quelle di altre regioni. Ma non dipende solo dal numero dei casi».

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