La Filcams Cgil ha dichiarato lo stato di agitazione per tutto il personale della Ladisa, l’azienda che ha in appalto buona parte della ristorazione scolastica genovese.

«Senza un cambio di rotta da parte dell’azienda a dicembre arriveremo allo sciopero − annuncia Simona Nieddu della segreteria regionale della Filcams Cgil − Innumerevoli e gravi i motivi che ci hanno portato a questa conclusione: in primo luogo la decisione assunta dalla Ditta Ladisa srl di non retribuire sui cedolini paga la malattia dei dipendenti per i mesi di settembre e ottobre 2020, calcolando la mutua come Fis (Fondo Integrazione Salariale); un comportamento in piena inosservanza dei messaggi dell’Inps in materia che definiscono le modalità di pagamento del periodo di malattia in compresenza di un ammortizzatore sociale attivato su un sito produttivo in attività. Inoltre assistiamo, contestandolo puntualmente, a un utilizzo improprio del Fis sui Lotti gestiti dall’Azienda Ladisa. Altra situazione rimasta in sospeso, è la mancata apertura dell’ammortizzatore sociale, nei mesi di luglio e agosto, per i dipendenti con contratti orizzontali».

La Filcams Cgil di Genova ritiene “inaccettabile che lavoratrici e lavoratori colpiti da malattia, nella maggioranza dei casi dal Covid, non abbiano potuto ricevere l’adeguata copertura economica prevista dal contratto nazionale, con il drammatico risultato di non aver potuto contare a fine mese su uno stipendio dignitoso e legittimo. Il rischio imminente è che questo comportamento aziendale si riproponga per le malattie in essere sul mese di novembre. Per questo, siamo pronti a sostenere in sede prefettizia che tale uso dell’ammortizzatore sociale è pretestuoso, finalizzato a non anticipare risorse ai propri dipendenti, a dilazionare nel tempo e ad addossare interamente all’Inps pagamenti che sarebbero dovuti essere anticipati dall’azienda e arrivare direttamente sui cedolini paga dei lavoratori.  Stessa considerazione vale per le ore di lavoro che l’azienda, nel mese di settembre, ha computato come fis quando invece erano state lavorate e come tali dovevano essere retribuite”.

“A tutela quindi dei diritti di tutte queste lavoratrici e di questi lavoratori abbiamo aperto lo stato di agitazione del personale impiegato presso Ladisa all’interno della ristorazione scolastica genovese che coinvolge i Lotti Medio Levante/Levante, val Bisagno/Ponente e Media val Bisagno”, conclude la nota.

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