La vittoria di Joe Biden contro Donald Trump prefigurata dai sondaggi euforizza Wall Street e le borse europee, che temono l’imprevedibilità dell’attuale presidente Usa e sperano in un rapido accordo tra repubblicani e demoratici sul piano di aiuto all’economia. Mentre a Wall Street Dow Jones viaggia su +2,2% e Nasdaq su +1,9%, Londra segna +2,33%, Parigi +2,44%, Francoforte +2,55% e Madrid +2,52%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All Share +2,97%, Ftse Mib +3,19%, Ftse Aim Italia +0,57%. In calo lo spread Btp/Bund, a 131 punti (variazione -3,01%, rendimento Btp 10 anni +0,69%, rendimento Bund 10 anni -0,62%)

A Piazza Affari in testa al Mib si piazza Ferrari (+7,06%), grazie a conti trimestrali migliori del previsto e a un portafoglio ordini da record. Seguono Pirelli (+6%) e Leonardo (+5,49%). In rialzo le banche, a partire da UniCredit (+3,91%) ma scende Mps (-2,4%) anche se il Tesoro sembra voler accelerare la fusione con un altro gruppo bancario. Bene Nexi (+5,1%) che sta trattando in esclusiva con la danese Nets.

Sul mercato valutario prosegue il calo dollaro, con il cambio euro/dollaro trattato a 1,1735 (contro 1,1637 ieri in chiusura) mentre il dollaro/yen si attesta a 104,51 (da 104,79). Si riprende anche la sterlina a 1,307 contro il dollaro (da 1,2903).

La prospettiva di uno slittamento dei tempi da parte dei Paesi Opec+ per ridurre i tagli alla produzione ha portato a un rialzo dei prezzi del petrolio: il Wti di dicembre vale 38,1 dollari (+3,5%) e il Brent di gennaio 40,1 dollari (+2,9 per cento).

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