A partire dal 2021 anche in Italia Just Eat assumerà i propri rider con il contratto Scoober. A essere interessati sono gli oltre 3 mila rider di Just Eat in Italia, di cui circa 200 solo sul territorio genovese, cresciuti di oltre il 100% da novembre 2019 (quando se ne contavano una settantina).

Una decisione che supera così l’inquadramento contrattuale sottoscritto con Ugl attraverso l’associazione di cui Just Eat fa parte, Assodelivery, oggetto delle proteste che solo pochi giorni fa hanno animato molte città italiane, tra cui Genova. Proprio oggi, a Roma, è previsto un incontro tra Assodelivery, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e il ministero del Lavoro.

Il modello di delivery che adotterebbe Just Eat a partire dal prossimo anno è già attivo in Germania e Danimarca, Paesi in cui già opera il gruppo specializzato nella consegna a domicilio. Il contratto inquadra i rider come lavoratori dipendenti (finora sono pagati a cottimo) “consentendo loro di avere più vantaggi e tutele – si legge nella nota dell’azienda – conservando la flessibilità e la possibilità di operare combinando studio e altre attività”.

“Tutti i rider Scoober – fa sapere Just Eat – saranno lavoratori dipendenti e quindi completamente tutelati e assicurati. Una decisione che si inserisce in un percorso virtuoso che l’azienda sta seguendo da anni, volto a far crescere ed evolvere il mercato e a costruire un sistema sempre più al passo con le esigenze e le peculiarità del settore. Il nuovo modello punta a migliorare le tutele dei rider, contribuendo anche a garantire un miglior servizio e maggior valore a clienti e ristoranti”.

Il modello Scoober

Secondo quanto prevedono le linee guida internazionali del modello Scoober, adattate e in linea con la normativa e la legislazione italiana, sarà possibile mantenere la flessibilità legata al tipo di attività in base alla tipologia di contratto, full time o part-time, e sarà introdotta una paga oraria, corrispondente quindi all’intero turno coperto dal rider e non in relazione alle singole consegne, sulle quali invece si valuterà un ulteriore bonus.

Il progetto, in fase di sviluppo per essere attivato nei primi mesi del 2021, sarà diversificato a seconda delle differenti tipologie di attività sul territorio: nelle città più piccole i rider potranno operare con mezzi propri e con una fornitura completa di dispositivi di sicurezza, oltre a indumenti brandizzati e zaino per le consegne forniti da Just Eat. Nelle città più grandi il progetto prevede veri e propri hub a copertura del cuore della città. Qui i rider potranno ritirare e utilizzare, per il proprio turno di lavoro, solo mezzi totalmente sostenibili (come scooter elettrici o e-bike) e gli strumenti per le consegne (casco, giacca e zaino). Gli hub potranno essere anche luoghi di scambio e incontro. “Sempre nelle città più grandi – si legge ancora nella nota – il nuovo sistema sarà affiancato inoltre dalla soluzione con rider che operano con mezzi propri, soprattutto nelle aree fuori dal centro e con la possibilità di scegliere in fase di application”.

Per Daniele Contini, country manager di Just Eat in Italia, si tratta di «una soluzione che permetterà ai rider di operare in qualità di lavoratori dipendenti. Crediamo che, dopo i passi avanti già fatti nei mesi scorsi, sia giunto il momento di proseguire con il nostro impegno nel fornire tutele e protezioni ai lavoratori della gig economy. Questo approccio consente a Just Eat di fornire un servizio e un’esperienza utente migliori sia per i nostri consumatori, sia per i ristoranti partner che per i rider stessi. Pensiamo sia un valore aggiunto avere rider che consegnino con noi come dipendenti e, soprattutto, completamente tutelati del punto di vista contrattuale».

Il nuovo modello verrà implementato gradualmente. Durante la fase di sviluppo del modello nel nostro Paese, Just Eat fa sapere che continueranno a restare attivi i contratti in essere con riferimento al nuovo ccnl Rider, “con l’obiettivo di approfondire e studiare le migliori soluzioni di applicazione della nuova soluzione in Italia”.

Just Eat in Liguria

In Liguria Just Eat conta oltre 800 ristoranti partner, in crescita annua del 40%. Di questi, 550 sono a Genova, in aumento del 25% negli ultimi tre mesi.

Nel capoluogo ligure la delivery proprietaria (cioè con rider che consegnano in modo diretto con Just Eat) copre il 57% della città. La restante parte è servita anche dai ristoranti con i propri fattorini.

Secondo i dati forniti dal gruppo, tra aprile e agosto i ristoranti genovesi partner di Just Eat hanno registrato una crescita media del fatturato pari al 25% grazie al food delivery. Delivery che è aumentato durante il primo lockdown e proseguito anche nei mesi successivi.

Dal 2014, anno in cui Just Eat ha attivato il proprio servizio, a Genova sono stati consegnati circa due milioni di pasti.

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