Iren, secondo il piano industriale 2020-2025, prevede di investire fino a 905 milioni di euro in Liguria. Lo rende noto l’azienda in occasione della pubblicazione del Valore della multicircle economy per lo sviluppo sostenibile del Paese, studio di The European House – Ambrosetti, secondo il quale Iren risulta la prima multiutility italiana in termini di sviluppo e integrazione dei principi dell’economia circolare nei diversi ambiti di attività.

Lo studio è stato realizzato da The European House – Ambrosetti in seguito a un confronto svolto tra le principali multiutility del Paese, secondo parametri univoci, misurabili ed equiparabili che hanno portato all’elaborazione del multicircle index in grado di misurare le performance di ciascuna multiutility nell’ambito della «filiera della circolarità» nei diversi business (rifiuti, ciclo idrico ed energia).

Il gruppo ha il primato per crescita degli investimenti nell’ultimo quinquennio, posizionandosi tra le top-25 grandi aziende italiane per volume di investimenti nel 2019 con
la previsione di investire 3,7 miliardi da Piano Industriale 2020-2025 (+75% vs.
investimenti effettuati tra il 2014-2019).

Di questi, 2,1 miliardi saranno a supporto della strategia di multicircle economy.

In particolare, nel territorio ligure, il piano industriale 2020-2025 prevede 905 milioni di investimenti (24,5% del totale), di cui il 63% destinati nel sistema idrico integrato, il 21% nel settore ambiente, 15% nelle reti di distribuzione gas e l’1% nella cogenerazione.

Gli investimenti previsti nel settore idrico ligure, pari a 570 milioni totali, sono relativi all’efficientamento dell’acquedotto, sia come rete che come impianti idrici e la realizzazione di nuovi depuratori (es. Area Centrale di Genova, Ramaia di Sestri Levante, Chiavari e Arenzano).

La crescita dimensionale di Iren ha generato, inoltre, impatti tangibili e ricadute positive per il sistema-Paese e per i territori di riferimento in 3 ambiti: creazione di valore crescente per i territori, possibilità di cogliere maggiori e nuove opportunità, incremento della solidità e resilienza a vantaggio dei territori.

Più nel dettaglio, l’attivazione delle filiere di fornitura e subfornitura da parte di Iren genera un contributo al pil complessivo di 2,7 miliardi di euro e circa 30 mila posti di lavoro. In Liguria, gli acquisti di beni e servizi di Iren generano un giro d’affari diretto, indiretto e indotto di 82 milioni in molteplici settori economici e 471 posti di lavoro che, sommati ai dipendenti diretti di Iren, concorrono a generare un’occupazione complessiva nella Regione di oltre 2.300 persone.

Secondo lo studio, oggi Iren si afferma come una delle più importanti multiutility nazionali arrivando a servire nel 2019 646 Comuni in nove regioni per un totale di circa 5,7 milioni di abitanti – quasi il 10% della popolazione italiana.

Iren è inoltre la terza multiutility italiana per clienti serviti, tra le top-25 aziende industriali italiane per volume dei ricavi e 5a tra le grandi aziende italiane per crescita dei ricavi dal 2015.

Commenta Renato Boero, presidente Iren: «I numeri di questo studio fotografano l’importanza a livello nazionale di un Gruppo di rilevanza sistemica sotto il profilo dimensionale ed economico. Oggi Iren ha l’ambizione di essere un attore chiave a livello nazionale per abilitare lo sviluppo dei territori serviti aiutandoli ad affrontare le sfide di transizione energetica, di economia circolare e i nuovi scenari di innovazione nei servizi».

Massimiliano Bianco, ad di Iren, ha dichiarato: «La continua crescita registrata negli ultimi anni ha consentito a Iren di essere sempre più pronta a cogliere le sfide del settore per rispondere alle quali il Gruppo prevede di investire 3,7 miliardi nei prossimi 5 anni, di cui 2,1 a supporto della multicircle economy, la nostra visione a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse. Il futuro si giocherà sulla capacità di dare risposte alle nuove sfide delle città italiane come la competitività, la sicurezza, l’inquinamento, la mobilità, il consumo di risorse, l’inefficienza infrastrutturale e i servizi integrati. In questo scenario, Iren vuole affermare la propria leadership nella sostenibilità».

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