Calano gli infortuni sul lavoro in Liguria, ma non quelli mortali, che raddoppiano. Gli ultimi dati Inail, elaborati dal responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Liguria Marco De Silva, fotografano gli effetti del lockdown e dello smartworking in Liguria sul tema degli infortuni sul lavoro.

Nei primi nove mesi dell’anno si registra un calo delle denunce del 17,4%: a settembre 2019 gli infortuni denunciati erano 15.317, contro i 12.650 del 2020. Di questi, l’86% si è verificato sul luogo di lavoro, mentre il resto nel tragitto casa-lavoro-casa con una contrazione proprio degli infortuni in itinere, frutto del calo degli spostamenti a causa di smartworking e lockdown.

Analizzando i dati nel dettaglio, si evidenzia come il 92% degli infortuni avvenga nell’industria e servizi (con una riduzione rispetto all’anno precedente del 10%), il 6% nella pubblica amministrazione (con una riduzione del 62,8% dovuto all’uso massiccio dello smartworking nel pubblico impiego) e il 2% nell’agricoltura (con una riduzione del 29,1%).

«Nonostante il calo degli infortuni sia piuttosto marcato, i numeri restano alti e questo impone un continuo monitoraggio degli enti preposti e un rispetto rigoroso delle norme comprese quelle definite nei protocolli su salute e sicurezza in ambienti di lavoro sottoscritti dal sindacato con il governo», commenta Fabio Marante, segretario regionale Cgil Liguria.

Raddoppiano gli infortuni mortali, che passano dai 14 del 2019 ai 31 di quest’anno: tre decessi sono avvenuti nell’industria, sei nell’artigianato, sette nei servizi, tre nelle altre attività, 1 nella pubblica amministrazione, 11 in settori che l’Inail definisce “non determinati”. In riferimento all’età, la media dei decessi avviene tra i 50 ed i 59 anni di età.

«Abbiamo chiesto al governo di aggiornare il protocollo su salute e sicurezza perché sappiamo che tra le categorie maggiormente esposte ci sono senz’altro i lavoratori della sanità pubblica e privata e tutto il comparto dell’assistenza alla persona – conclude Marante – la nostra pressione per far applicare le norme sui luoghi di lavoro è costante ma è evidente che questi dati impongono una maggiore attenzione e soprattutto risorse in prevenzione e controllo».

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