Fincantieri e Federpesca, la maggiore organizzazione imprenditoriale di pesca italiana, hanno firmato oggi a Roma un memorandum of understanding per promuovere il rinnovo della flotta peschereccia italiana.

Nella partnership, aperta anche ad altri operatori selezionati della filiera di settore, Fincantieri sarà leader del progetto. Il gruppo definirà alcuni standard di pescherecci da dedicare al settore ittico italiano eseguendone la progettazione e facendo leva sulle competenze maturate nella costruzione di navi speciali per l’avanzato cluster ittico norvegese dalla controllata Vard. Le unità saranno caratterizzate dai più alti contenuti innovativi, in particolare in termini di decarbonizzazione e digitalizzazione. Inoltre, grazie alla capacità del gruppo di integrare il contributo dei suoi centri di competenza interni, il progetto potrà valorizzare i sistemi e componenti tecnologici sviluppati da Fincantieri e dalle sue controllate.

Al fine di promuovere e sostenere l’obiettivo del progetto, Federpesca offrirà una visione sistemica del mercato promuovendo l’iniziativa presso tutte le istituzioni competenti a livello nazionale e internazionale. L’associazione inoltre contribuirà a definire le specifiche tecniche richieste dal comparto anche coordinando i contributi e le richieste degli operatori e avrà in carico la ricerca di nuovi mercati potenziali nell’area del Mediterraneo.

Il rilancio del settore si rende necessario in virtù della notevole riduzione subita dalla flotta da pesca nazionale negli ultimi decenni, che conta circa 12.000 motopescherecci, pari al 17% della flotta Ue, con 25.000 occupati. La flotta nazionale inoltre è tra le più vetuste e in ritardo di competitività rispetto agli altri Paesi Ue, con un’età media dei pescherecci pari a 31 anni. Questa situazione si contrappone a un trend in costante crescita del consumo pro-capite di prodotti ittici a livello globale, Ue e italiano in particolare. Un upgrade esteso della flotta peschereccia risulterebbe quindi indispensabile per coprire i gap che incidono sul mancato soddisfacimento della domanda interna – l’Italia è autosufficiente per non più del 15% –, sull’ambiente, sulla qualità e sul costo delle produzioni, sulle condizioni e sicurezza del lavoro a bordo e, quindi, sulla competitività e sulla sostenibilità del comparto.

Secondo il presidente di Federpesca, Luigi Giannini, «Una strategia nazionale per i prossimi decenni non può prescindere dal favorire il ricambio della flotta da pesca italiana, rendendo il settore ittico maggiormente attrattivo per i più giovani. Un programma di rinnovamento reso necessario anche sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, dell’impatto ambientale, del risparmio energetico, della sicurezza del lavoro e della navigazione, di cui il settore ha estremo bisogno per rimanere competitivo sui mercati internazionali. La collaborazione con Fincantieri da questo punto di vista è senz’altro garanzia di qualità e serietà e siamo molto orgogliosi di portare avanti insieme questo progetto che va nella direzione di riconoscere all’economia marittima un ruolo strategico per tutto il Paese».

«L’accordo – commenta l’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono – attesta la grande capacità di Fincantieri, unica nel panorama mondiale, di trasferire tecnologie da una tipologia navale a un’altra, mutuando le soluzioni costruttive più innovative per adattarle, in questo caso, alla dimensione della pesca costiera e mediterranea. Il rinnovo della flotta e il rilancio dell’industria ittica rappresentano obiettivi di rilevanza nazionale, condivisi e sostenuti in primis da Confindustria per lo sviluppo dell’economia del mare. Siamo quindi orgogliosi di poter guidare l’iniziativa, confermando l’impegno del nostro Gruppo anche per questa dimensione socio-economica del Paese».

 

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