Gli assessori Alessandro Piana, Giacomo Giampedrone, Marco Scajola, Gianni Berrino e Ilaria Cavo hanno rassegnato le dimissioni da consiglieri regionali. Subentrano Mabel Riolfo (primo dei candidati non eletti della lista “Lega Liguria-Salvini” nel collegio di Imperia), Daniela Menini (primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio della Spezia), Chiara Cerri (primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Imperia), Veronica Russo (primo dei candidati non eletti della lista “Giorgia Meloni Toti-Fratelli d’Italia” nel collegio di Imperia) e Giovanni Boitano (Giovanni Boitano, primo dei candidati non eletti della lista “Cambiamo con Toti presidente” nel collegio di Genova).

Subito dopo l’apertura della seduta il presidente del consiglio regionale Gianmarco Medusei ha comunicato i nomi dei cinque assessori che hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere. Il presidente ha chiesto all’assemblea legislativa di prenderne atto e di procedere alla surroga. Il consiglio ha preso atto delle dimissioni e delle surroghe. La giunta delle elezioni procederà alla verifica dei titoli di ammissione dei consiglieri.

Le dimissioni da consiglieri dei cinque assessori con il subentro dei primi cinque non eletti delle stesse liste degli assessori è stata criticata dalle opposizioni, soprattutto per l’aggravio di costi.

Luca Garibaldi (Pd-Articolo uno) ha dichiarato: «In 5 anni saranno spesi 4 milioni di euro in più: era così necessario?».

Secondo Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa Presidente) qualcuno potrebbe pensare che i cinque dimissionari «sono stati candidati per prendere voti sapendo che poi non avrebbero fatto i consiglieri. Viene, inoltre, il dubbio che la vostra classe dirigente sia limitata mentre vi accingete a spendere una cifra elevata che si aggiunge alle spese destinate alla comunicazione istituzionale».

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) aggiunge: «Inoltre il presidente Toti in questo momento detiene anche le deleghe per Bilancio e Sanità, ed è improbabile, per non dire impossibile, che riesca a partecipare a tutte le Commissioni. Questo comporterà la nomina di ulteriori sottosegretari che lo sostituiscano in presenza: un ulteriore costo evitabile, da cui i cittadini non trarranno alcun beneficio. Di questo passo questa sarà la legislatura che spende di più in costi di politica, per pure ragioni di equilibri interni, senza nessun beneficio per la comunità ligure».

Il presidente della giunta Giovanni Toti è intervenuto al termine del dibattito e, riferendosi ai consiglieri di minoranza, ha definito la discussione «surreale». Il presidente ha ricordato che questa decisione era già stata annunciata nel corso della campagna elettorale rilevando che la sua coalizione nelle elezioni ha ottenuto il 57% dei consensi, «quindi chi oggi in quest’aula ha qualcosa da dire contro questa scelta – ha aggiunto – sta riproponendo la politica di opposizione della precedente legislatura di cui abbiamo visto i risultati». Toti, inoltre, ha ribadito la necessità dello «sdoppiamento dei ruoli» e ha aggiunto: «Ho sentito troppa demagogia nei giorno scorsi e oggi, in questo senso, abbiamo toccato alcune perle assolute, perché fuori da quest’aula credo non ci sia nessuna persona che possa pensare che un governo con così tante deleghe abbia compresso le capacità di gestione degli enti o la rappresentatività democratica dei territori».

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