Chiusura poco sotto la parità per le borse europee, frenate dalle prese di beneficio. Parigi segna -0,07%, Francoforte -0,08%, Londra -0,06%. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All Share -0,04%, Ftse Mib -0,02%, Ftse Aim Italia +0,60%. Poco mosso lo spread Btp/Bund, attestato su 116 punti (variazione +1,21%, rendimento Btp 10 anni +0,58%, rendimento Bund 10 anni -0,58%).

A Piazza Affari le contrattazioni sono state orientate dal rialzo del petrolio e dal ritorno del risiko bancario con l’opa amichevole di Credit Agricole Italia che ha fatto salire Creval (+23,73%, 10,758 euro il prezzo di chiusura, sopra il prezzo offerto dai francesi di 10,5 euro. Il titolo della banca francese è cresciuto a Parigi del 4% a 9,3 euro. Sul Ftse Mib boom di UniCredit (+3,39%) sulle voci di su una possibile acquisizione di Mps (+1,3%). La possibilità di una fusione tra Bper (+1,12%) e Bpm (-3,71%) ha spinto l’istituto modenese ma non l’eventuale partner, penalizzato dalla conferma del giudizio sell da parte di Ubs. Il rialzo del petrolio spinge i titoli del settore (Eni +2,52%, Saipem +4,55% e Tenaris +2,94%): il Wti scadenza gennaio sale dell’1,3% a 42,97 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza sale dell’1,98% a 45,85 dollari al barile.

Sul valutario l’euro si indebolisce e vale 1,181 dollari (1,186 dollari in avvio e 1,187 venerdì) e 123,495 yen (123,152 all’apertura e 123,29 venerdì), mentre il dollaro-yen e’ a 104,554.

 

 

 

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