Una transizione industrialmente ed economicamente accettabile che permetta la progressiva decarbonizzazione della produzione di acciaio con il ricorso a nuove tecnologie: è la soluzione tecnica proposta per lo stabilimento ex Ilva di Taranto in uno studio che il presidente di Federmanager Liguria, Marco Vezzani, presenterà domani, 22 ottobre, al Cnel di Roma, al workshop “Ex-Ilva, quale futuro?”. Il workshop sarà trasmesso in diretta streaming su federmanager.it e cnel.it e sul canale YouTube di Cnel.

Marco Vezzani

«La siderurgia italiana – dichiara Vezzani a Liguria Business Journal – può e deve avere un futuro. Il nostro Paese è ampiamente industrializzato e ha nella meccanica il settore di punta delle sue esportazioni. Non può fare a meno di una siderurgia di base forte. Dipendere dall’estero per una materia prima così importante come l’acciaio per noi è pericoloso. Occorre però contrapporsi sia a un ambientalismo insensato e assistenzialista sia allo sfruttamento cieco e antisociale. Non dobbiamo rinunciare all’acciaio e neppure illuderci di andare avanti come in passato, con qualche riverniciatura.  In Italia abbiamo le risorse tecniche, progettuali e realizzative necessarie per produrre acciaio in modo profittevole per l’industria e non dannoso l’ambiente, possiamo avviare una progressiva decarbonizzazione della produzione di acciaio facendo ricorso a nuove tecnologie».

Per raggiungere la produzione di 8 Mt/a, che è quella che rende lo stabilimento profittevole, lo studio a cura di Federmanager Liguria ipotizza 6 Mt/a ottenute dalla ghisa prodotta dagli altoforni 4 e 5 che dovranno essere ammodernati, e 2 Mt/a ottenute tramite la tecnologia Riduzione Diretta (DR) e Forno Elettrico (EAF).

«Non è una soluzione avveniristica – precisa Vezzani – la tecnologia siderurgica sta rapidamente cambiando in tutto il mondo. Pensiamo a quanto è stato fatto, per esempio, negli Usa, in Germania, in Austria. Servono investimenti privati e pubblici, anche con il ricorso ai fondi europei del Green Deal, e un ruolo decisivo spetterà alla politica».

Ecco il programma del workshop

Ore 16: saluti di apertura di Tiziano Treu, presidente del Cnel, e di Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager.

Ore 16.20: relazione di Marco Vezzani, presidente di Federmanager Liguria, sul tema “Proposta di soluzione tecnica per il rilancio dello stabilimento di Taranto”.

Interventi di manager ex-Ilva in collegamento da Genova e Taranto.

Ore 17: dibattito con: Antonio Marinaro, presidente di Confindustria Taranto, Rocco Palombella, segretario generale di Uilm-Uil, Valerio D’Alò, segretario nazionale di Fim- Cisl, Bruno Manganaro, segretario generale di Fiom-Cgil Genova.

Ore 18: fine lavori

Modera Guido Fontanelli, giornalista di “Panorama”.

Hanno collaborato alla stesura dello studio Egildo Derchi, Roberto Guarino, Gianfranco Tripodo, Stefano Barozzi, Enrico Cavallero, Alberto Dardano, Stefano Pivot, Giorgio Mignone, tutti con decenni di esperienza specifica in siderurgia e di provenienza Italimpianti (con sede a Genova) che progettò e realizzò fin dagli anni 60 il cosiddetto 4° Centro Siderurgico (Italsider-Taranto) mantenendo una continua presenza locale per le attività di aggiornamento, manutenzione e fornitura nuovi impianti.

 

 

 

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