La Regione inizi davvero a fare la regia fra enti locali e ministero: la scuola deve funzionare al meglio, le Istituzioni devono fare fronte comune per renderlo possibile. “Toti convochi e renda efficace il tavolo sulla scuola”. Questa la richiesta in una nota sindacale della Cgil Liguria che coinvolge anche diverse sigle.

La Cgil ligure invoca un rapido cambio di passo sulla scuola. In una lettera siglata insieme alle categorie sindacali della Cgil che rappresentano i lavoratori della scuola, dei servizi educativi e della sanità, degli appalti e dei trasporti hanno chiesto l’intervento della Regione, dell’Ufficio scolastico regionale, dell’Anci, dei prefetti e della protezione civile insieme alla creazione di un tavolo che faccia una reale regia e consenta di intervenire urgentemente sui problemi.

Fulvia Veirana, sindacalista della Cgil Liguria afferma: «La Liguria è una delle regioni che ha spinto per iniziare la scuola prima delle elezioni. Un segnale importante per le famiglie che contavano sulla ripartenza delle lezioni in presenza, rassicurate dai messaggi tranquillizzanti delle Istituzioni. Non è andato tutto bene, però. Ci sono ancora Istituti che erogano lezioni per pochissime ore al giorno, non tutte in presenza, con classi “spacchettate” che non riescono a riavviare la didattica digitale integrata».

Claudio Croci, segretario della Flc Cgil Liguria, aggiunge «Gli organici nella scuola e nei servizi educativi non sono ancora completati e sono insufficienti per coprire le difficoltà organizzative legate alla pandemia, compresa l’individuazione di spazi adeguati per consentire che le attività si svolgano in sicurezza».

Lo sforzo di insegnanti, dirigenti, alunni e famiglie è stato ed è immane, ma manca totalmente coordinamento delle azioni ed omogeneità sul territorio regionale. «A questo si aggiungono le difficoltà nell’utilizzo dei mezzi pubblici ed al loro affollamento e ai percorsi di prevenzione e monitoraggio sanitario dedicati al sistema educativo», gli fanno eco Laura Andrei, segretaria ligure della Filt Cgil e Nicola Dho della Fp Cgil.

«Permangono difficoltà pesanti nella gestione dei servizi legati alla scolastica, a partire dalla fruizione della mensa, legata a capitolati concepiti in epoca “pre Covid” che mettono in discussione la tutela dei lavoratori e degli alunni» afferma Giovanni Bucchioni, segretario della Filcams Cgil.

Questa la replica del gruppo Cambiamo! Con Toti presidente: “La Cgil, appena persa una campagna elettorale, ricomincia la legislatura come l’aveva finita: facendo politica di parte. In particolare punta il dito contro la Regione e il presidente Toti sul tema della ripartenza della scuola, dimenticandosi di chi sono realmente le responsabilità. Se i ragazzi sono tornati in classe il 14 settembre è stato proprio grazie all’impegno dell’amministrazione regionale, dei dirigenti scolastici e degli insegnanti, che si sono rimboccati le maniche ben oltre le loro competenze per colmare tutte le enormi lacune del Governo. Mentre in Liguria si lavorava per garantire un rientro sicuro per studenti e famiglie, da Roma un commissario incaricato doveva far arrivare almeno mascherine e banchi che però si sono fatti attendere a lungo. Anzi, in molte scuole le mascherine vengono comprate dalle famiglie, che già provvedono da anni anche a rifornire gli istituti di materiale per la didattica e persino della carta igienica. E ancora adesso, a quasi un mese di distanza dal suono della prima campanella, molti studenti disabili non hanno ancora gli insegnanti di sostegno, molte famiglie non possono usufruire del tempo pieno e della mensa e tanti alunni devono portarsi da casa cose che dovrebbe offrire la scuola. Ma la Cgil davanti a questa vergogna invece di puntare il dito contro l’inadeguatezza del ministro Azzolina (perché sì, la scuola è competenza statale non regionale, eh!) preferisce evitare, chiudere gli occhi e attaccare la Regione. In compenso il Pd ha proposto di far cantare “Bella Ciao” nelle scuole. Saranno forse queste le proposte e l’idea di futuro che la Cgil si aspetta per i nostri studenti?”

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