Forza Italia protesta per l’esclusione dalla giunta regionale ligure, denuncia un vulnus inferto all’unità del centrodestra ma non rompe con il governatore Giovanni Toti.

In una nota congiunta il coordinatore regionale di Forza Italia Carlo Bagnasco e i parlamentari Roberto Bagnasco, di Rapallo, e il genovese Roberto Cassinelli: «È politicamente grave il fatto che il ruolo, la presenza e il contributo portato da Forza Italia alle ultime elezioni regionali non siano stati tenuti nel debito conto dal presidente Toti nella formazione della nuova giunta. Ricordiamo che la ricandidatura di Toti, come egli stesso ha riconosciuto pubblicamente in data 22 giugno, era nata da un accordo a livello nazionale tra i leader della coalizione di centrodestra e a livello regionale tra i segretari dei partiti coinvolti, e in questo quadro occorreva ragionare nella fase di definizione della giunta. È un unicum su scala nazionale il fatto che uno dei partiti che ha contribuito con lealtà e determinazione a una così netta vittoria sia stato escluso dagli incarichi di giunta».

«Forza Italia, che storicamente rappresenta il perno della componente moderata del centrodestra, si muoverà con senso di responsabilità, anche tenendo conto del drammatico momento che il Paese e la Liguria stanno vivendo. Rispetteremo il mandato degli elettori, ma ciò non toglie che il vulnus inferto non soltanto al nostro partito, ma alla tanto invocata unità della coalizione di centrodestra resti un elemento che contrasta con la ragionevolezza politica e con la volontà inclusiva invocate e proclamate a parole dal presidente Toti ma smentite con evidenza dai fatti».

Caustico Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia eletto nel collegio di Sanremo e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato: «L’esito della formazione della nuova giunta regionale in Liguria – dichiara Mulè all’Ansa – rappresenta la sconfitta del presidente Giovanni Toti che, a parole ma solo a parole, ambiva a essere riferimento dei moderati e addirittura del centrodestra. L’esclusione di Forza Italia dalla giunta, alla luce della distribuzione delle deleghe, rappresenta insieme un atto di immaturità e di arroganza politica. Forza Italia, che con il presidente Silvio Berlusconi ha fondato e poi federato gli altri partiti del centrodestra, aveva non solo il diritto ma il dovere di rappresentare nella giunta quella fetta di elettorato che si riconosce nelle posizioni del presidente Berlusconi. A nulla sono valsi gli appelli, a nulla gli inviti a ragionare, così come si sono rivelate false le rassicurazioni fornite dallo stesso Toti ancora a ridosso della formazione della giunta».

«Quella che governerà la Liguria – prosegue il deputato di FI – non è dunque una giunta di centrodestra ma una giunta che fa perno sul movimento ligure del presidente Toti con la rappresentanza di una parte del centrodestra. Il centrodestra “doc” governa unito e compatto, da una parte all’altra dell’Italia nel nome della lealtà, della condivisione di valori e nel rispetto di ognuna delle componenti. È quello che sarebbe dovuto avvenire in Liguria ma non è avvenuto per, ribadisco, la baldanza e l’arroganza mista all’immaturità del presidente Toti. E l’arroganza, si sa, in politica può appagare l’ego dell’interessato nell’immediato, ma non ha proiezione nel futuro. In ogni caso, Forza Italia non si sottrae al dovere della responsabilità e continuerà a lavorare nel solo interesse dei liguri».

Enrico Pianetta, responsabile nazionale dei Seniores di Forza Italia, denuncia «un problema di prospettiva» che nasce «quando una coalizione si presenta, vince e non viene rispettata perché non è rappresentata integralmente. Essere esclusi dalla giunta significa non poter partecipare all’elaborazione e all’attuazione dei progetti e anche perdere una sorta di diritto di tribuna. Ora questa maggioranza zoppica. A quanto mi risulta, oltre a noi anche altri tra gli alleati del centrodestra aveva espresso questa preoccupazione».

«C’era un accordo tra i partiti – ricorda Pianetta – per cui in Liguria sarebbero state istituite tre funzioni di sottosegretariato, tra le quali una funzione per la terza età che sarebbe andata a Forza Italia. Una delega alla terza età sarebbe importante non tanto per Forza Italia ma come segnale di attenzione verso il sociale, in una regione dalla composizione demografica come quella ligure. Vedremo se il tempo porterà consiglio».

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