Un nuovo ordine da 9 milioni di euro per un P180 che verrà consegnato al dipartimento dei Vigili del Fuoco la prossima estate. È la principale novità emersa oggi dall’incontro virtuale tra i rappresentanti di Piaggio Aerospace, dei sindacati e i sottosegretari allo Sviluppo Economico Alessandra Todde e Gian Paolo Manzella. Il valore della produzione dei P180 Piaggio sale così a 15 aerei, più 19 P180 da revisionare.

Resta confermato lo stato dell’arte del percorso di vendita, con 11 aziende rimaste in corsa: l’obiettivo, come già ricordato dal commissario straordinario Vincenzo Nicastro, rimane quello di individuare il nuovo proprietario entro la fine dell’anno.

Nicastro ha inoltre confermato che lunedì partirà l’iter per richiedere un altro anno di cassa integrazione straordinaria.

Nessuna novità per ora da parte del governo: «Il sottosegretario Manzella e il sottosegretario Todde non ci hanno fornito alcun elemento di novità − commenta Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova − nemmeno sulle questioni di loro competenza più stretta, quali la conferma dei 160 milioni per il progetto P1HH, il drone militare sviluppato da Piaggio che, nonostante il governo abbia detto più volte che il finanziamento era certo e ormai varato, ancora non è stato firmato. Le uniche novità le ha portate, bontà sua, il commissario che sta svolgendo bene il suo lavoro».

Per il segretario della Uilm «tempo da perdere non ce n’è più, o rischiamo un’amara sorpresa come è successo di recente col caso Whirpool, Ilva e alle 140 vertenze al Mise non ancora concluse».

«Sono dell’avviso − sottolinea Apa − che il governo debba svolgere il suo ruolo parlando con i vari interlocutori e individuando il miglior partner possibile. La Uilm ha avanzato un percorso dove il governo deve sollecitare alcuni campioni nazionali, tipo Leonardo, che deve essere coinvolta con forza nell’acquisto di Piaggio, avendo già formalizzato una proposta di acquisto inerente customer service e motori. In questo modo vanno superate eventuali reticenze in forza della strategicità e forza di una Piaggio unita e non distrutta con uno spezzatino. A maggior ragione abbiamo sostenuto questa eventualità perché la Piaggio ha commesse per tre anni e ha la necessità di un partner forte che mette risorse in funzione di ricerca e sviluppo e di nuovi prodotti, altrimenti il rischio reale è che fra tre anni saremo punto e a capo. Il governo deve darsi una svegliata o saremo costretti noi a dargliela».

«La Piaggio ha una dote importante − conclude Apa − per questo il richiamo ai campioni italiani è legato al fatto che Piaggio serve necessariamente alle forze armate (vedi Aeronautica) e poiché Leonardo ha qualche problema sul drone potrebbe utilizzare la capacità progettuale di sviluppo dello stesso che è già pronta. Quale miglior partner di un’azienda che ha nello stato il suo azionista principale. I tempi stringono, bisogna agire nel bene della Piaggio e quindi del Paese. Bisogna sbloccare il finanziamento per il P1HH e coordinare, svolgere un ruolo politico per chiudere la vendita nel migliore dei modi».

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