Sensibilizzare i giovani a un uso consapevole del denaro che, grazie alla tecnologia e ai nuovi dispositivi può oggi essere scambiato online in tempo reale e allo stesso tempo controllato per verificare in ogni momento come è stato speso: con questo obiettivo Pay like a Ninjia, l’iniziativa realizzata da Banca Carige e FEduF (Abi) rivolta agli studenti delle scuole secondarie di II grado del territorio, conduce i ragazzi in collegamento alla scoperta delle nuove forme di moneta e pagamenti elettronici, dalle carte alle app ai portafogli elettronici, illustrando i processi collegati alla dematerializzazione del denaro e le innovative frontiere del digitale, affinché siano consapevoli nell’utilizzo dello stesso.

Al termine della lezione tutti gli studenti si sono sfidati su un test online sui temi affrontati e i primi tre saranno premiati da Banca Carige e FEduF.

Favorire le conoscenze alle nuove generazioni su tematiche di natura finanziaria e facilitare la crescita di una cittadinanza attiva e responsabile, rientra nelle attività che Banca Carige porta avanti con la coscienza di ricoprire, come banca legata al proprio territorio, oltre a un ruolo economico, un importante ruolo sociale là dove opera sin dal 1483.

«Oggi il digitale è parte integrante della nostra vita e lo è ancor di più da quando l’emergenza sanitaria in corso ha messo un intero Paese di fronte alla necessità di affrontare online le necessità quotidiane – commenta Gianluca Guaitani, Chief Commercial Officer di Banca Carige – perciò è quanto mai necessario dotare i nostri giovani delle conoscenze e degli strumenti di competenza finanziaria».

Proprio la crisi che stiamo vivendo sta sottolineando infatti la necessità di concentrarsi sull’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria, che in Italia presenta attualmente alti margini di miglioramento.

Pay like a Ninjia, il programma didattico realizzato con il supporto di Nexi,conduce gli studenti alla scoperta delle nuove forme di moneta e pagamenti elettronici, dalle carte di credito fino alle nuove frontiere digitali come le app che permettono di scambiare il denaro attraverso gli smartphone. Spesso i ragazzi, legati all’approccio tradizionale delle famiglie italiane, considerano il contante più sicuro e gestibile rispetto alla moneta elettronica, che vedono come qualcosa di incontrollabile e pericoloso perché non ne conoscono le caratteristiche di sicurezza, sostenibilità, tracciabilità e legalità.

L’urgenza sul fronte dell’educazione finanziaria dei giovani, specialmente sul tema dei pagamenti alternativi al contante, è confermata dall’indagine realizzata da BVA‐Doxa nel 2019 in collaborazione con FEduF su 500 ragazzi tra i 18 e i 25 anni sulla loro relazione con il denaro dematerializzato. Nel complesso, il 39% dei loro pagamenti è gestito in contanti, il restante 61% passa attraverso forme dematerializzate di denaro, tra cui carte (32%), app di pagamenti (12%) e altre forme (17%), ma la stessa rilevazione evidenzia che ben il 64% dei ragazzi non conosce la differenza tra carta di credito e carta di debito e che vi è una forte diffidenza nell’uso delle nuove app di pagamento.

«Questi dati ci indicano come investire sulla cultura finanziaria dei giovani significhi aiutarli a pianificare il loro futuro. Per questa ragione FEduF, grazie al fondamentale contributo delle banche come Carige, promuove da circa un decennio l’educazione finanziaria all’interno delle scuole – spiega Giovanna Boggio Robutti, direttore generale della FEduF – tenendo ben presente che l’istruzione e la formazione, specie per i giovani, non si devono limitare a impartire conoscenze, ma devono sviluppare competenze e trasmettere i valori fondamentali necessari per indurre comportamenti corretti e responsabili».

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