Obbligatorio da oggi l’uso della mascherina anche all’aperto, in tutta Italia. È la principale misura contenuta nel nuovo Dpcm approvato ieri dal consiglio dei ministri, che contiene nuove disposizioni per contrastare la diffusione del Covid-19. Prorogato inoltre lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021.

Il decreto introduce dunque “l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie” e amplia “le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli. I dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”.

Il decreto non prevede alcuna misura restrittiva sull’economia reale: scongiurata l’ipotesi di chiusure anticipate per bar e ristoranti, anche se la movida resta sottoposta al limite del divieto di assembramento (distanziamento di un metro a feste, aperitivi, ecc…).

«Si tratta di una decisione che abbiamo condiviso, un segnale di attenzione, una misura che richiama tutti a prudenza, attenzione, a comportamenti corretti − commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti − Il Covid sta tornando a crescere, lo testimoniano i numeri, anche se con molte diversità rispetto alla crisi della primavera scorsa, quando decessi, ricoveri e terapie intensive erano di ben altro livello».

Il decreto interviene anche sulla facoltà delle Regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale: si prevede che le Regioni, nei limiti delle proprie competenze, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive. Decisione su cui il governatore della Liguria non si trova completamente d’accordo: «Meno condivisa, da me e da altri presidenti di Regione, l’idea di bloccare la possibilità per le Regioni di adottare misure migliorative se non di concerto con il ministro della Salute. In ogni caso, il fatto che si contempli un confronto con il ministro della Salute sulle eventuali misure migliorative credo sia comunque un passo avanti nel confronto che abbiamo avuto in queste ore. Bene invece inserire nel decreto legge la possibilità per le Regioni di fare ordinanze ulteriormente restrittive».

Le altre misure contenute nell’ultimo Dpcm prevedono l’obbligo di tampone anche da chi proviene da Gran Bretagna, Paesi Bassi e Belgio (Paesi che si vanno ad aggiungere a Spagna, Croazia, Malta e le regioni francesi di Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts- de-France, Ile de France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra). Si può tornare a viaggiare liberamente da e per la Grecia. Per chi arriva dalla Romania obbligo di quarantena per 14 giorni. La stessa cosa vale per chi arriva da Paesi extraeuropei. Ingressi vietati ancora da Brasile, Perù, Bangladesh, Bosnia, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Oman, Panama e Repubblica Dominicana.

Con l’estensione dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021, aziende e uffici pubblici potranno continuare a usare lo strumento dello smart working, che altrimenti avrebbe richiesto il consenso di ogni singolo lavoratore. Inoltre, il governo di riserva la possibilità di proclamare tempestivamente “mini lockdown”, se i numeri di nuovi positivi e l’indice di contagiosità risultassero localmente fuori controllo. Sarà possibile anche sospendere alcune attività considerate più a rischio (ristoranti, bar o palestre, per esempio).

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