Si chiama “L’assenza spettacolare” ed è la protesta che domani, venerdì 30 ottobre, percorrerà tutta Italia e che vedrà protagonisti i lavoratori dello spettacolo.

«Già nei mesi scorsi – afferma Fabio Allegretti, segretario generale Slc Cgil Genova – Slc Cgil si era attivata nei confronti di Regione e Comune chiedendo un tavolo permanente di confronto e precedentemente il consiglio regionale aveva votato un Ordine del giorno a sostegno del settore che purtroppo a oggi è rimasto lettera morta».

Domani 30 ottobre in tutta Italia i lavoratori dello spettacolo saranno nelle principali piazze italiane. «In Liguria, a causa del divieto di manifestare, i lavoratori dello spettacolo non hanno il permesso di far sentire la propria voce, ma non per questo vengono meno i loro diritti. Slc Cgil pertanto chiede con forza al presidente Giovanni Toti e al sindaco Marco Bucci di attivare urgentemente un tavolo permanente di confronto che affronti anche a livello locale i problemi di un settore messo in ginocchio dal lockdown.

Nel frattempo in occasione della manifestazione nazionale di venerdi 30 ottobre “l’assenza spettacolare” alle ore 11, anche Slc Cgil Genova, insieme alle altre organizzazioni sindacali, consegnerà in videoconferenza al prefetto un documento con le motivazioni alla base della mobilitazione.

Le misure introdotte dal governo con la chiusura di cinema e teatri stanno creando un vero e proprio dramma sociale, evidenza la Slc Cgil. Il settore era già fortemente penalizzato anche prima della comparsa del Covid-19: ora, questo secondo lockdown imposto dal governo, oltre a colpire pesantemente il settore della cultura, crea enormi problemi di sopravvivenza a chi vive di questo mestiere. Ieri, in videoconferenza, si è svolta una partecipata assemblea di lavoratrici e lavoratori organizzata da Slc Cgil con la partecipazione della Segretaria Nazionale Slc Emanuela Bizi.

Tutti hanno rappresentato una situazione non più sostenibile, alcuni hanno lamentato ancora ritardi circa la fruizione delle indennità promesse. I lavoratori dello spettacolo rivendicano oggi più che mai il loro ruolo sociale e chiedono diritti al pari degli altri lavoratori. Fondazioni e Teatri, anche nel nostro territorio, giustamente usufruiscono dei finanziamenti pubblici che il governo ha stanziato e altrettanto giustamente di finanziamenti da parte di Comune e Regione, sarebbe quindi opportuno che queste risorse venissero gestite in maniera da creare maggiori opportunità di lavoro sul territorio, con contratti che prevedano le giuste tutele, basti pensare che ad oggi questi lavoratori vengono contrattualizzati solo per il periodo dello spettacolo e tutto il lavoro di preparazione non viene minimamente considerato e se lo spettacolo salta per qualsiasi motivo non percepiscono nessun compenso.

 

 

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