Vent’anni di attività, una nuova sede in via Albareto nella Torre San Giorgio (sempre a Sestri Ponente) e costante ricerca di nuove figure professionali. Cinque le posizioni aperte: due senior software developer (Genova e Roma), un mobile developer (Genova), un grafico digital (Genova), un account manager (Roma), ma è sempre attiva la ricerca di candidature creative spontanee.

1300 metri quadri su due piani, 80 le persone che ci lavorano, in attesa dei nuovi arrivi. Ingegneri, sviluppatori ma anche letterati, architetti, web designer, creativi sono i profili dei talenti ricercati da Ett, industria digitale e creativa con headquarter a Genova ma presente in tutta Italia, che ha fatturato nel 2019 15 milioni di euro (+17,8% rispetto al 2018 e previsione di oltre 15 milioni di euro a chiusura 2020) e 22 milioni di euro a livello di consolidato di gruppo.

I nuovi talenti vengono intercettati da Ett secondo una procedura innovativa, favorendo le auto-candidature attraverso piattaforme di scouting digitale online, mediante le quali il candidato può proporsi, oltre che rispondendo alle ricerche, anche attraverso l’invio di materiale creativo, come video di progetti e idee.

In occasione dei vent’anni, nella nuova sede genovese del gruppo, Ett ha fatto il punto sulla crescita e sui nuovi traguardi, alla presenza di Ilaria Cavo consigliere regionale e già assessore alla Formazione, del sindaco di Genova Marco Bucci e dell’amministratore delegato del Gruppo Scai di cui Ett fa parte, Massimiliano Cipolletta.

Giovanni Verreschi fondatore e ceo di Ett spiega: «Pur attraversando un anno difficile come il presente a causa della pandemia, Ett non solo è riuscita a mantenere le posizioni acquisite fino al 2019, bensì ha ancora allargato il suo perimetro di intervento rispondendo all’accelerazione delle richieste di digitalizzazione negli ambiti più eterogenei provenienti dall’intero Paese. Ett, già leader nel campo della gestione e valorizzazione attraverso il digitale del patrimonio culturale museale italiano, si è trovata a impiegare le proprie risorse, arruolandone di nuove, per la gestione di progetti innovativi».

C’è ottimismo in Ett, che attualmente sta lavorando con grossi gruppi del fashion e della moda, coinvolgendo il cliente in un’esperienza che porta all’acquisto. Inoltre, come ha spiegato l’ex assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo, sono loro ad aver vinto il bando per costruire un sistema di visite virtuali alla manifestazione Orientamenti. «In questo modo rendiamo questo evento aperto tutto l’anno», specifica Verreschi.

L’organico ha fatto registrare un incremento del 12% tra il 2019 e il 2020. Interaction designer, storyteller, product manager, software developer sono solo alcune delle professionalità che si ritrovano incontrando le circa 200 persone che rendono l’azienda un unicum in Italia, ovvero una realtà in grado di gestire contesti lavorativi variabili e complessi.

«La capacità di specializzazione di Ett, all’interno di un Gruppo come Scai – afferma Massimiliano Cipolletta, amministratore delegato del Gruppo Scai – il cui driver di sviluppo è l’innovazione, coniugata alla visione olistica del singolo problema, hanno consentito a Ett di raggiungere in 20 anni traguardi al di là delle aspettative, superando un valore della produzione pari a 15 milioni di euro che la colloca nella posizione di leadership del settore, pur all’interno di una congiuntura difficile ma al tempo stesso sfidante per la digitalizzazione del nostro Paese».

Gli ambiti di lavoro

L’incontro è stato anche l’occasione per fare un bilancio di quanto fatto dall’anno della fondazione a oggi, in particolare analizzando le occasioni che più hanno contribuito ad approfondire e ampliare il background delle competenze createsi all’interno della Digital factory genovese.

Dall’esperienza nel settore dello smart government con la P.A. e il ministero del Lavoro. Progetti come Sil Sistema Informativo Lavoro, Co – Comunicazioni obbligatorie, informatizzazione dei servizi dei Centri per l’Impiego, Osservatorio mercato del lavoro.

Prende spunto da tale esperienza l’allargamento del campo di intervento di Ett alla digitalizzazione delle visite nel sistema museale italiano, nell’ambito della divisione dedicata alla digital strategy e design: Museo Casa di Dante, Cenacolo Vinciano, Acquario di Genova, Museo Teatro alla Scala oppure alle soluzioni nel private manufacturing, come in Fondazione Prada, Museo Lamborghini, LVMH Acqua di Parma, Bulgari, Mercedes, BMW, UnipolSai, Intesa San Paolo. In tutto 120 risorse coinvolte, 1500 progetti su scala globale, 960 clienti. «I musei, grazie alle nostre soluzioni – aggiunge Verreschi – 100 mila e più ma aperto tutto l’anno. Idem museale per visita e post visita. Platea infinita. Visita poi deve diventare digitale per rendere divertente il percorso. Musei no luoghi per la famiglia. C’è poco per un bambino. Caccia al tesoro? Cancellare il quadro per vedere aspetto iniziale bozzetto. Post visita social e fidelizzazione.

Settore Smart City: progetti come Emodnet Physics, piattaforma di osservazione dei mari che da esperienza europea si è affermata a livello mondiale, Sindbad, un servizio operativo avanzato a supporto della navigazione diportistica e turistica accessibile o anche Grisis, Gestione dei Rischi e Sicurezza delle Infrastrutture a scala regionale, o Sentinel, il progetto che ha l’obiettivo di sviluppare e realizzare un sistema integrato intelligente di pesatura dinamica dei veicoli.

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