Il decreto Ristori, che contiene aiuti economici per le categorie colpite dalle restrizioni dell’ultimo Dpcm, è stato pubblicato ufficialmente in Gazzetta ufficiale.

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti riportati nell’Allegato 1 (pagina 29 del pdf in fondo all’articolo) che hanno attivato la partita iva a partire dal 1° gennaio 2019.
Spetta ai soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non abbiano restituito il predetto ristoro. Il contributo è corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.

Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020, il contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web e il modello approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020; il contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita iva risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.

Nel decreto sono compresi anche i ristori per associazioni e società sportive dilettantistiche (articolo 3) e i fondi per i test rapidi antigenici per i medici di medicina generale: alla Liguria vanno 804.230 euro (2,68% del totale dei 30 milioni nazionali).

Decreto ristori

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