Non solo carenze nel personale in “prima linea” contro il Covid, ma mancanze croniche che emergono in modo prepotente oggi anche nei dipartimenti di Prevenzione delle Asl a cui spetta l’avvio della procedura per i tamponi (anche per quanto riguarda le scuole) e la decisione della strategia più adatta circa eventuali screening.

Il personale fa quello che può, anche grazie al ricorso agli straordinari, ma è chiaro che sul territorio servirebbero molte più persone: per svolgere i tamponi, per analizzarli e per rendere efficiente il tracciamento, unica arma per limitare il contagio una volta appurata la positività di una persona. Immuni avrebbe reso tutto molto più semplice e il flop della app non aiuta il lavoro di questi sanitari.

La scuola ha la priorità e da diverse fonti arrivano conferme che i risultati dei tamponi sui ragazzi arrivano entro due giorni, di solito, mentre si stanno accumulando le attese per gli altri sospetti in attesa di risultato (4 o 5 giorni almeno): nel bollettino della Liguria sono in aumento i numeri della categoria “Altro o in fase di verifica” sugli attualmente positivi divisi per provincia. Ieri, per esempio, erano 440. Le problematiche, sulla scuola, riguardano più come vengono trattati i casi in cui si ha il figlio bloccato a casa perché un altro bambino è positivo: il tampone non viene fatto se non si sviluppano sintomi, con la conseguenza che la famiglia non ha idea di come comportarsi per tutelare chi vive vicino al ragazzo.

Prevenzione a scuola: sinora in Liguria distribuite 11,5 milioni di mascherine

Nicola Dho, segretario regionale della funzione pubblica Cgil spiega: «Storicamente l’igiene e la prevenzione sono la cenerentola del servizio sanitario. Oggi si accusa ancora di più la mancanza storica di personale in questo settore. Le carenze riguardano tutta la regione». La gestione del singolo caso positivo e la ricerca dei contatti stretti richiede attività e mancano amministrativi che si occupano di fare queste indagini.

Gabriele Bertocchi, segretario generale della Fp Cisl Liguria: «La situazione è complicata, da anni diciamo che il territorio è sotto organico. Le risposte sinora sono state assunzioni a tempo determinato, non certo quella che ci aspettavamo. Anche il cosiddetto infermiere di comunità del decreto rilancio sinora non si è tradotto in qualcosa di concreto. In Liguria la graduatoria del concorso è già esaurita».

«Da due settimane – aggiunge Dho – stiamo chiedendo al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ci descriva più puntualmente dove sono stati allocati i 77 operatori sanitari assunti con il piano di rinforzo territoriale, ma senza successo».

Mentre i cosiddetti drive through (il tampone fatto raggiungendo in auto la postazione dell’operatore) funzionano bene, più complessa è la questione delle squadre territoriali: le procedure di vestizione e svestizione per la sicurezza degli operatori e dei pazienti allungano le tempistiche ad almeno mezz’ora a tampone.

La sofferenza riguarda anche i laboratori di analisi, con il sempre più frequente ricorso al privato: «Il concorso era previsto a febbraio – dice Dho – quando è scoppiato il Covid, ora è stato fissato a novembre; tutti laboratori sono disperatamente sotto organico e avendo il concorso non attivo si fa fatica a contrattualizzare con collaborazioni il personale».

Sinora coloro che sono stati contrattualizzati per sopperire alle carenze di personale nei reparti Covid (anche per sostituire chi si è purtroppo ammalato), sono stati assunti a tempo determinato: «Occorre stabilizzarli – afferma Dho – il rischio è di dover rinunciare a loro per prenderne altri». Il problema però riguarda anche la formazione degli operatori stessi: «Adesso – aggiunge – è anche difficile trovarne a sufficienza».

I tempi della sanità non coincidono con quelli della politica e le elezioni regionali in Liguria non hanno aiutato, secondo Bertocchi: «Abbiamo già del personale fermo per Covid, serve un grosso investimento in assunzioni anche per non lasciare indietro la cura di altre patologie che risulterebbe molto pericoloso. Ci sono stati 8 mesi per fare cose, anche il piano per attingere alle risorse del Mes è stato mandato a Roma solo 10 giorni fa».

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