Tutte le Asl entreranno nella fase 4 del piano incrementale entro 72 ore per quanto riguarda i letti a media e bassa intensità di cura, non quelli di terapia intensiva. All’ospedale San Martino è in corso la conversione integrale a Covid del Padiglione 12, per un totale di 3 piani di cui il 3º già convertito. È già integralmente convertito a Covid il Padiglione 10 e sono in corso le conversioni a Covid del Padiglione Maragliano, 1º piano già attivo e del Padiglione 40, 20 posti letto. A regime ci saranno qui ulteriori circa 300 posti letto.

Lo ha annunciato ieri il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il consueto aggiornamento sulla situazione Covid in Liguria.

«Da stasera – aggiunge Toti – saranno chiusi i punti di primo intervento di Cairo Montenotte e Albenga. Cairo diventerà degenza pazienti non Covid, mentre Albenga sarà convertito a ospedale Covid».

Sul fronte assunzioni, come anticipato dai sindacati, saranno effettuate in modo centralizzato dall’ospedale San Martino. «Il personale verrà poi dislocato a seconda delle necessità. È prevista l’assunzione di 580 infermieri, 34 anestesisti, 2 pediatri specializzandi, 8 medici di Medicina d’urgenza, 2 tecnici di radiologia e 6 specializzandi del penultimo e dell’ultimo anno. È inoltre in corso un avviso per 18 posti totali nei settori chirurgia, accettazione d’urgenza, medicina interna, endocrinologia e un concorso per 5 infettivologi».

Queste assunzioni si aggiungono a quelle già effettuate, che ammontano, al 22 ottobre, a 882 unità, di cui: 343 medici, 223 infermieri, 316 professionisti di restanti qualifiche (tecnici di laboratorio, tecnici radiologi, oss e altre).

Alessandro Bonsignore, presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della Liguria, aggiunge: «Sono 3 i livelli su cui è necessario operare. In primo luogo è fondamentale il ruolo dei cittadini, che devono iniziare a limitare il loro comportamento ben oltre le limitazioni previste per legge. Poi è necessaria l’assunzione di personale e l’aumento dei posti letto: sta accadendo in queste ore, è la strada giusta. Terzo livello, la medicina del territorio che deve continuare nel lavoro di tracciamento: auspichiamo che l’accordo tra Regione Liguria e Medici di medicina generale abbia la più alta adesione possibile. Infine, che venga potenziato il sistema delle cure domiciliari, anche grazie alla rete diretta creatasi col mondo ospedaliero, nonché ai protocolli definiti con Anci ed emanati dagli ordini professionali».

 

 

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