Banca Carige verso una nuova organizzazione territoriale e operativa: il consiglio di amministrazione ha deliberato la revisione del modello di servizio del gruppo, che sarà efficace a partire da gennaio 2021.

Il modello prevede la riorganizzazione dell’intera filiera commerciale e nuovi investimenti informatici in grado di assicurare “i migliori standard di offerta e di servizio, tanto più rilevanti per rispondere alle nuove esigenze della clientela amplificate dal contesto della pandemia”. Nella riconfigurazione complessiva del modello distributivo, Banca Cesare Ponti rafforzerà le sinergie con la rete private di Banca Carige e si identificherà anche come advisor finanziario e fabbrica prodotti Wealth, rappresentando un motore per la qualità dei servizi e una nuova fonte di generazione di valore per il Gruppo.

L’obiettivo di Carige è quello di colmare quei gap di volumi e redditività che si sono creati nel corso delle difficoltà attraversate negli ultimi anni. Per farlo diventa necessario porsi ambiziosi obiettivi qualitativi e quantitativi (win-back e cross selling) e dotarsi di una struttura che consenta la piena applicazione di un metodo commerciale in grado di assicurarne il raggiungimento.

Il commento dei sindacati

Uilca Uil: Il riassetto organizzativo è risultato funzionale e in linea con gli impegni assunti con l’accordo sul piano strategico 2020/2023 del 20/11/2019.
Il nuovo assetto tende a rafforzare il valore motivazionale dei lavoratori con un’adeguata e mirata formazione per la riqualificazione dei profili professionali adeguati al nuovo assetto organizzativo. Ferma la necessità di valutare costantemente l’andamento economico dell’azienda e gli effetti del riposizionamento organizzativo, il giudizio politico espresso dalla Uilca è stato positivo in quanto coerente con le strategie di rilancio dell’azienda.

First Cisl: Il rafforzamento delle aree private e corporate, essendo incentrato sulla rete delle filiali, non può prescindere dalla valorizzazione dei lavoratori e delle loro competenze. Consideriamo positivo che il management punti a sostenere la crescita non con il taglio dei costi ma attraverso l’aumento dei ricavi generati dai prestiti alla clientela. Il buon andamento dei finanziamenti erogati con garanzia statale e l’impegno profuso sul fronte del superbonus per le ristrutturazioni indicano che questa è la strada giusta. Ma per centrare l’obiettivo dell’aumento dei ricavi è essenziale che Carige continui a mantenere un forte insediamento sul territorio.

Vengono innanzitutto riviste le strutture organizzative centrali e territoriali: a livello centrale, le funzioni di natura propriamente commerciale (suddivise tra segmento retail e imprese) e le attività di supporto (marketing, crm e prodotti) sono riallocate in due aree distinte a diretto riporto dell’amministratore delegato.

Le principali figure di rete e di sede vengono riorientate su attività esclusivamente commerciali e tutti i ruoli di rete sono oggetto di completo ripensamento, accompagnando le persone in un articolato piano formativo e di ri-orientamento alla vendita che valorizzi le professionalità esistenti e ne rinforzi le competenze.

La banca digitale

Un’ulteriore leva per accelerare la crescita ed estendere il servizio offerto ai clienti in termini di orari e di giornate di apertura è costituita dal digital banking che si svilupperà con modalità e strumenti caratterizzati da un crescente livello di sofisticazione e innovatività. L’offerta a distanza sarà innanzitutto realizzata tramite “filiale remota” costituita da nuclei di gestori che interagiscono con il cliente tramite contact center; l’interazione video abiliterà quindi il servizio da parte di “gestori remoti” e di “consulenti specialistici”. La filiale smart consentirà al cliente di provare una nuova esperienza di servizio in un ambiente rinnovato e automatizzato, che consentirà la piena operatività con il supporto da remoto di personale dedicato o in modalità self.

«Il riassetto organizzativo e gli investimenti conseguenti − sostiene l’amministratore delegato Francesco Guido − sono stati progettati per consentire al grande impegno e al grande valore delle persone di Carige di esprimersi disponendo di una macchina ancora più potente e veloce per accelerare sulla strada del rilancio. Maggiore focalizzazione e maggiore specializzazione, unite a investimenti informatici di primario livello, saranno sempre più la cifra distintiva di Carige per supportare imprese e famiglie in modo evoluto. Con l’ampliamento del ruolo di Banca Cesare Ponti si costruisce inoltre un ulteriore motore di generazione di valore sia per i clienti che per il gruppo».

Carige sul territorio

Sul territorio, nel segmento retail, dalle attuali 13 aree commerciali si passerà a 25 aree retail, per consentire il miglior presidio di un numero inferiore di filiali ricomprese in ciascuna area.

Per il segmento imprese invece vengono costituite due aree imprese (una per Liguria, Piemonte e Toscana e una per la restante rete) e 18 filiali imprese, che condivideranno i locali delle filiali retail, privilegiando la vicinanza anche fisica alla clientela di riferimento.

A supporto dei direttori di area, nelle filiali opereranno anche le nuove figure di specialisti del risparmio gestito, specialisti assicurativi (retail), specialisti servizi non finanziari e specialisti assicurativi (imprese).

A servizio del segmento private, facente parte dell’integrale rivisitazione del business del wealth management, verranno create 26 filiali private coordinate da 4 aree private.

Le filiali private verranno progressivamente attivate a partire da dicembre 2020 nei principali territori di radicamento di Banca Carige e di Banca del Monte di Lucca, in piena sinergia con le filiali retail e imprese (con cui condivideranno gli spazi), affiancando le due filiali private di Banca Cesare Ponti.

L’evoluzione di Banca Cesare Ponti

L’introduzione di nuove logiche di segmentazione della clientela – che considerano il patrimonio attuale del nucleo, il potenziale esterno e reddituale e il patrimonio storico dei clienti in logica di “win back” – determinerà un’estensione del modello di servizio private a circa 12 mila nuclei di clienti per circa 8 miliardi di patrimonio attualmente in gestione. La consulenza finanziaria verrà arricchita con soluzioni di operatività da remoto integrate con workstation evolute a supporto dei private banker e delle strutture centrali a supporto, consentendo l’allineamento del gruppo alle best practice di mercato in termini di strumenti e reportistica a disposizione di clienti e gestori, anche attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale. Banca Cesare Ponti vedrà l’evoluzione del proprio ruolo quale advisor nei servizi finanziari a supporto del gruppo e fabbrica di prodotti di wealth management specializzata nell’emissione di investment certificates e nella realizzazione di gestioni patrimoniali che verranno distribuiti dalle altre due banche del gruppo.

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