Genova. «Stiamo pensando a un provvedimento per invitare anche le aziende a scaglionare gli orari di entrata e uscita per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici». Il sindaco di Genova Marco Bucci, a margine dell’inaugurazione del centro Paganini, commenta le misure appena prese o allo studio per ridurre i rischi di contagi da coronavirus.

La questione dei bus pieni è legata soprattutto all’effetto “ora di punta” proprio in alcune fasce della giornata e su cui c’è poco da fare se non incrementare i mezzi (ma Amt è già al massimo della propria capacità).

Intanto a Genova l’ordinanza regionale che ha istituito le cosiddette zone rosse ha già creato qualche dubbio. Il sindaco ha detto che saranno pubblicate delle Faq (Frequently asked question) per rispondere alle domande più comuni. Faq ordinanza 68

Per esempio i ragazzi e i genitori davanti alle scuole saranno esentati dal divieto di assembramento.

Bucci ha anche spiegato il perché è stata decisa la chiusura dei circoli nei quartieri ad alta incidenza di Covid (con 8 o 9 positivi ogni 10 mila abitanti) e che ha provocato la protesta di enti di promozioni sociale come l’Arci, per esempio: «Non è una battaglia contro nessuno, ma solo contro il contagio, non un provvedimento economico, ma sanitario. Il nostro consiglio è che per il prossimo mese chi gestisce circoli in diverse parti della città inviti i soci a recarsi altrove rispetto alle zone rosse, oppure a pensare ad altre possibilità, come le attività da svolgersi online. Spero che questa ordinanza provochi “l’effetto Spezia”, che ha ».

Per il sindaco quando si fa attività sociale «si fa assembramento per definizione; in un circolo possono entrare persone che non sono sottoposte a controllo come avviene in un bar, se un circolo si vuole codificarsi dal punto di vista delle norme sanitarie come un bar lo aiuteremo a farlo».

Bucci cita la decisione di Macron di istituire un coprifuoco tra le 21 e le 6 del mattino: «Un modo per abbattere le possibilità di contagio rispetto a un potenziale di 24 ore. Noi non abbiamo in programma questa azione ma si tratta di una misura che può essere giusta e senza colpire troppo l’economia».

Intanto il Pd chiede che il sindaco Bucci e il presidente Toti incontrino al più presto i rappresentanti delle associazioni non-profit, dopo la delibera che chiude i circoli ricreativi per un mese intero. “Questa delibera ha molte criticità – scrive in una nota il
Gruppo consiliare PD Comune di Genova – siamo d’accordo, naturalmente, sugli interventi di prevenzione e contenimento del contagio. Ma ci sfugge la ratio che ha portato alla chiusura dei centri culturali e sociali e dei circoli ricreativi in alcuni quartieri genovesi. Crediamo sia necessario che Comune e Regione avviino un dialogo con le associazioni, perché un provvedimento di questo tipo rischia di mettere in ginocchio definitivamente molti circoli e lo stesso mondo dell’associazionismo, che è stato tra i più rigorosi nel mettere in pratica e far rispettare tutte le norme anti contagio. Parliamo di un settore che non ha ricevuto alcun aiuto da parte del Comune e della Regione”.

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