L’Abi (Associazione bancaria italiana) segnala che al 26 ottobre i finanziamenti richiesti dalle banche al Fondo di Garanzia hanno superato i 96 miliardi di euro, per un milione 197 mila domande, di cui 956 mila fino a 30 mila euro, per 18,7 miliardi di euro.

Parallelamente le moratorie (proroghe di scadenze di prestiti) ammontano a circa 300 miliardi di euro per quasi 3 milioni di domande.

A settembre 2020, i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati del 4,8% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime di Abi basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, per esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

I tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento a settembre 2020 rimangono su livelli particolarmente bassi, toccando anche nuovi minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche:

 il tasso medio sul totale dei prestiti è il 2,27% (2,31% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);

 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è l’1,29% (1,32% ad agosto 2020, 5,72% a fine 2007);

 il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è l’1,18% (1,15% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

Secondo l’ultimo rapporto Abi le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e  accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad agosto 2020 sono 24,4 miliardi di euro, in calo rispetto ai 32,3 miliardi di agosto 2019 (-7,9 miliardi pari a -24,4%) e ai 40,5 miliardi di agosto 2018 (-16,0 miliardi pari a -39,6%).

Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 64 miliardi (pari a -72,4%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è dell’1,40% ad agosto 2020 (era 1,86% ad agosto 2019, 2,36% ad agosto 2018 e 4,89% a novembre 2015).

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a settembre 2020, di oltre 125 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +8,0% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 15 miliardi di euro in valore assoluto (pari a -6,3%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +6,1% a settembre 2020.

A settembre 2020 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,52%, (0,52%

anche nel mese precedente) a effetto:

 del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e

certificati di deposito), 0,33% (0,34% nel mese precedente);

 del tasso sui PCT, che si colloca a 1,06% (0,93% il mese precedente);

 del rendimento delle obbligazioni in essere, 1,99% (1,98% ad agosto

2020.

Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente infimi, a settembre 2020 risulta di 175 punti base (179 punti base nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

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