Riparte il consiglio comunale dei ragazzi, a Genova. Dopo il via libera in sala rossa alla mozione presentata dal Partito Democratico potranno essere nuovamente calendarizzati, sia all’interno dei municipi sia a Tursi, i confronti sulla politica e il territorio, che avevano e avranno come protagonisti i più giovani.

Il consiglio dei ragazzi è un organo istituzionale consultivo e di partecipazione dei minorenni, improntato sulla falsariga del consiglio comunale degli adulti, composto da ragazzi della scuola primaria e di quelli della scuola secondaria, all’interno del quale possono essere formulate proposte per il miglioramento della vita in città.

La mozione approvata dal consiglio comunale impegna la giunta a elaborare un progetto di partecipazione dei ragazzi e delle ragazze con l’attivazione dei consigli municipali dei ragazzi nei nove municipi genovesi e, di conseguenza, l’organizzazione di un consiglio comunale dei ragazzi della città di Genova che sia organo di secondo livello e di sintesi.

Inoltre, il Pd ha chiesto alla giunta di definire i dispositivi amministrativi necessari a far funzionare questi organi, soprattutto in merito alle tempistiche, alle aree di competenza, agli interlocutori adulti, alle risorse. L’obiettivo è che il consiglio comunale e quelli municipali possano essere pienamente operativi entro il 20 novembre 2021, giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nell’anno in cui cade il 30esimo anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui diritti nel nostro Paese.

La capogruppo del Pd Cristina Lodi ricorda anche l’importanza, in un momento difficile come questo, «di coinvolgere direttamente i ragazzi nel processo decisionale. La partecipazione, in tempi di Covid-19, è un fattore fondamentale e deve essere vissuta in modo pieno, considerato che, a Genova e in Liguria, possiamo contare su esperienze  e  competenze coordinate dal Comune in collaborazione con il terzo settore sulla partecipazione e l’ascolto dei minorenni in base alle quali si realizzano annualmente incontri, coordinamenti, attività. Non bisogna solo chiedere ai ragazzi di rispettare regole ferree, ma anche dargli l’opportunità di essere protagonisti del processo decisionale».

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